sabato 27 agosto 2016

la storia \capitolo 6

La vide scendere. E, come tante occasioni della sua vita, era scappata.
No.
Quella no.
Il pullman si fermò alla fermata successiva e Jhom scese di corsa, andando in direzione opposta, verso la ragazza che aveva visto. Nel frattempo guardava dentro ogni negozio e ogni vetrina, per cercarla. Arrivò col fiatone alla fermata precedente e cominciò a guardarsi intorno.
Vide una figura che sembrava proprio lei.
La cominciò a seguire, e li tornò in mente un documentario che aveva visto, dove una specie di pappagallo della Nuova Zelanda, per attirare le femmine, faceva un suono gutturale molto cupo.
Jhon non sapeva perché gli fosse venuto in mente proprio quel ricordo... Fare dei suoni per attirarla? No, proprio no...non sarebbe stato il caso.
Ma ecco che mentre era perso nei suoi pensieri, andò a sbattere, proprio contro la ragazza che cercava, che era ferma a vedere una vetrina.
Caddero insieme, e a lei cominciò a sanguinare un labbro.
"merda" disse fra se e se Jhon

mercoledì 24 agosto 2016

Foto della settimana / 230 - INFORMAZIONI UTILI PER IL TERREMOTO



Ci sembra doveroso, in questo momento di crisi, poter dare il nostro piccolo contributo segnalando alcune informazioni utili per poter dare una mano.

NUMERO TELEFONICO PROTEZIONE CIVILE 800840840

NUMERO TELEFONICO PROTEZIONE CIVILE LAZIO 803555


L'Avis segnala che serve sangue di tutti i gruppi. Questo è il messaggio scritto dall'Avis provinciale di Rieti.


A causa del terremoto avvenuto questa notte urge sangue, di tutti i gruppi sanguigni. Dalle 8 alle 11, all'ospedale de Lellis di Rieti. Portate documento di identità e codice fiscale. Grazie a tutti"


ALTRE INFO:


NON INTASARE LE STRADE PER LASCIARE SPAZIO AI MEZZI DI SOCCORSO.

NON INTASARE TELEFONI PER LASCIARE LIBERE LE LINEE


USARE I SOCIAL NETWORK IN MODO CONSAPEVOLE E PER FAR GIRARE LE INFORMAZIONI SU COME AIUTARE


A presto


Oh!Rizzonti!







venerdì 19 agosto 2016

La storia / capitolo 5

Jhon si spostò dalla finestra con un sorriso rilassato stampato sul viso.
Il giorno seguente sul pullman che lo portava al lavoro notò una novità.
C'era un corpo che disturbava il solito mucchio che formava la gente, un viso nuovo e fresco che illuminava lo scuro interno.
Una ragazza.
Una piuma leggera in un prato di aguzzi fili d'erba appena tagliati.
Jhon non era coraggioso con le ragazze, anzi era molto timido. Sicuramente non sarebbe mai andato da lei a presentarsi, o anche soltanto a salutarla, o anche guardarla negli occhi.
Ed ecco che la ragazza si alzò in piedi. Andava in direzione di Jhon.
Il cuore iniziò a battere così forte che sembrava uscisse dalla gola.
Brividi di freddo poi sudore caldo dal collo e dalla schiena.
Tremolio delle gambe.
Secchezza delle labbra.
Fiato corto.
Mani che si muovevano incontrollate.
Occhi spiritati.
A John li ci volle un po' a capire che la ragazza lo aveva superato ed era uscita dalla porta del pullman, senza minimamente guardarlo.
Si tranquillizzò, prese fiato e si mise a sedere.
Fuori dal finestrino vide dei lavori in corso.
Una vecchina sul pullman lo guardò e sorrise.



martedì 16 agosto 2016

venerdì 12 agosto 2016

La storia / capitolo 4

Jhon si sedette sul divano dopo aver pranzato. Accese la tv, ma non ne era interessato. Quella giornata era iniziata in modo strano, e troppe cose erano accadute. Non riusciva a capire, a dare un ordine logico a tutti gli avvenimenti.
Un rumore lo fece uscire da quel turbinio di pensieri. Veniva dalla strada.
Andò a vedere e trovò solo degli operai che lavoravano per riparare delle tubature.
Si ricordò di suo nonno, che sovente andava a vedere i cantieri e lavori, e ogni tanto Jhon lo accompagnava.
Una volta, davanti a un cantiere stradale, Jhon chiese al nonno:" Nonno, ma perchè ti interessano così tanto i cantieri e i lavori?" Certo, è bello vedere le gru e le ruspe, ma poi ci si annoia..."
"Vedi caro Jhon" rispose il nonno " dopo la guerra la città era piena di cantieri. Riparavano e coprivano le ferite causate dalle bombe. Tanti amici ho visto morire in quegli anni. Vedere i cantieri me li fa ricordare. E credo anche che mi aiuti a riparare le ferite che ho dentro il mio cuore."

Jhon non pensava più a quel momento da anni ormai. E si commosse, perchè suo nonno era morto pochi mesi fa.

Però Jhon subito sorrise ricordando il funerale.

Davanti al cimitero c'erano dei lavori in corso.

Stavano riparando l'ultima ferita prima della definitiva partenza.


CAPITOLO 3

martedì 9 agosto 2016

Foto della settimana / 228



Ed eccoci qui in versione estiva, un po' più leggera, con meno post del solito, causa nostri impegni estivi ( le vacanze).

Vorrei mettere argomenti più leggeri, ma mi pareva giusto e doveroso dare la notizia dell' Overshoot day 2016, ovvero il finire le risorse del pianeta per quest'anno prima della fine dell'anno.
Quest'anno è stato l'8 agosto, l'anno scorso il 13.
Vuol dire che da oggi fino a fine anno stiamo sovrasfruttando il pianeta.

Noi semplici cittadini non possiamo fare un granchè, se non RICICLARE, USARE LE RISORSE IN MODO CONSAPEVOLE, NON SPRECARE.

Nel nostro piccolo possiamo fare molto.

Ecco il link del sito Overshoot con ulteriori spiegazioni a riguardo e consigli utili.

A presto

Oh!Rizzonti!

venerdì 5 agosto 2016

La storia / capitolo 3

Jhon entrò nell edificio che da due anni lo ospitava per lavorare e far guadagnare banconote al suo capo. L'usciere, come sempre, lo squadrava con aria severa. Era evidente che non gli stava simpatico.
Si sedette al suo solito posto, a fare lo stesso lavoro. Ma la sua mente vagava verso nebulose di pensieri nell universo del suo cervello. Continuava a pensare ai fatti accaduti in giornata e cercava di dare un senso a tutto.
Si ricordò di quando da bambino camminava vicino alla ferrovia e guardava quei vecchi vagoni fermi sui binari morti. Si domandava quanti pensieri, emozioni, delusioni avessero portato al loro interno. Ora invece erano li, fermi e morti.
Jhon non sapeva perché gli tornò in mente quel ricordo, e tutto ciò continuava a farlo pensare.
Finisce di lavorare, si incammina verso la fermata del bus. Incontró un barbone che chiedeva l elemosina seduto su una scala di una banca. Lo guardò, e gli diede un senso, uno dei pochi che aveva trovato in quella mattina.
Il barbone sorrise e gli disse: " non demordere...uno é un numero, e i numeri sono infiniti!"
Jhon sorrise, gli strinse la mano e lo ringraziò.
Quando arrivò a casa, cominciò a piovere.