Buongiorno amici del blog... Ogi voglio proporvi un gioco molto facile e dilettevole...
Scopo del gioco è: DISTRUGGERE IL MONDO!!
Come ben sapete, l'anno 2012 è una data a quanto pare catastrofica, in cui accadranno cose strane, rivelazioni o distruzioni...
Bhe, questo gioco vi mette a disposizione un globo, voi scegliete la parte del mondo da distruggere, scegliete il modo ( eruzioni, meteore, cataclismi, etc..) e vedete quanti punti riuscite a fare. Più aumenta il vostro punteggio, più sbloccate altre calamità.
Quindi cosa aspettate? per un attimo sentitevi come un Dio e scatenatevi contro il pianeta..
BUON DIVERTIMENTO!!!!
2012
Argomenti:
Best Video Music
(47)
I nostri video
(38)
OhRizzonti
(200)
Podcast
(3)
Video Music Trash
(3)
il terzo lato del letto
(2)
la storia
(9)
domenica 31 maggio 2009
venerdì 29 maggio 2009
Foto della settimana / 92
Argomenti:
foto della settimana
martedì 19 maggio 2009
Sry Lanka: 26 anni di guerra
Argomenti:
Il vecchio Blog

Buongiorno amici del blog.. come avrete sicuramente sentito, la guerra in Sry Lanka è finita...
Ma quanti di voi sapevano che c'era una guerra in corso? Pochi, molto pochi.L'informazione serve per sapere gente... informatevi... Ed ecco un articolo tratto da Peacereporter, con una piccola cronostoria del conflitto.
Oltre 90 mila morti dal 1983 a oggi, nell'indifferenza del mondo interoLa guerra civile in Sri Lanka tra governo singalese e ribelli tamil, iniziata nel luglio del 1983, è finita.Questa mattina, con l'uccisione del leader storico della Tigri tamil, Velupillai Prabhakaran, e con la conquista da parte dell'esercito delle ultime trincee dell'Ltte nel distretto di Mullivaikal, si è definitivamente concluso un conflitto che in 26 anni ha causato la morte di oltre 90 mila persone.
Più che una vittoria, un massacro. A pagare il prezzo più alto di questa guerra sono stati, soprattutto negli ultimi mesi, i civili tamil. Da quando è iniziata, a gennaio, la travolgente avanzata dell'esercito singalese verso le ultime roccaforti dell'Ltte sulla costa orientale di Mullaitivu, sono morti oltre 9 mila civili tamil, contro circa 2.500 guerriglieri dell'Ltte e 1.300 soldati singalesi. Una strage di civili causata dagli indiscriminati bombardamenti governativi su villaggi, tendopoli di sfollati e perfino sugli ospedali.
Più che una vittoria, un massacro. A pagare il prezzo più alto di questa guerra sono stati, soprattutto negli ultimi mesi, i civili tamil. Da quando è iniziata, a gennaio, la travolgente avanzata dell'esercito singalese verso le ultime roccaforti dell'Ltte sulla costa orientale di Mullaitivu, sono morti oltre 9 mila civili tamil, contro circa 2.500 guerriglieri dell'Ltte e 1.300 soldati singalesi. Una strage di civili causata dagli indiscriminati bombardamenti governativi su villaggi, tendopoli di sfollati e perfino sugli ospedali.
Un crimine di guerra che si è consumato nella più totale indifferenza della comunità internazionale.
Un crimine di guerra di cui sono corresponsabili le Tigri tamil, che, quantomeno nelle ultime settimane, impedivano ai civili di fuggire usandoli di fatto come scudi umani. Una pratica criminale alla quale i comandi dell'Ltte non erano mai ricorsi in passato perché i civili tamil sfollati dai combattimenti hanno sempre scelto di fuggire in territorio ribelle, piuttosto che in territorio governativo, per paura di finire rinchiusi nei ‘campi d'accoglienza' del governo (prigioni a cielo aperto dove i profughi vengono trattati come prigionieri e come sospetti terroristi, quindi interrogati, spesso torturati e uccisi) o di essere comunque condannati a una vita fatta di emarginazione e persecuzioni razziali. Pochi erano i fortunati che si potevano permettere di fuggire all'estero, in India o addirittura in Europa.
Le cause della guerra civile in Sri Lanka risalgono, tanto per cambiare, al periodo del dominio coloniale britannico.
Le cause della guerra civile in Sri Lanka risalgono, tanto per cambiare, al periodo del dominio coloniale britannico.
Gli inglesi, fedeli al principio del divide et Impera, scelsero di affidare l'amministrazione locale alla minoranza tamil piuttosto che alla maggioranza singalese. Ai tamil venne quindi insegnato l'inglese e garantito l'accesso alle università e a tutti i posti chiave nell'amministrazione pubblica, nell'esercito e nell'economia. Questo creò nei singalesi un forte risentimento, un senso di frustrazione e un desiderio di rivalsa che ebbe sfogo dopo l'indipendenza del 1948, quando i nazionalisti singalesi presero il potere e lo usarono per emarginare i tamil, epurandoli da tutti gli impieghi governativi e discriminandoli in ogni modo. Nacque così, come reazione, un sentimento nazionalista e indipendentista tra i tamil, che fu violentemente represso dagli apparati di sicurezza governativi. Il clima di scontro crebbe fino a esplodere con i pogrom del ‘luglio nero' del 1983, quando folle di singalesi aizzate dal governo massacrarono in pochi giorni oltre mille tamil. Fu la scintilla della guerra civile: le Tigri per la liberazione della patria tamil (Ltte) di Velupillai Prabhakaran, il più forte movimento indipendentista dell'epoca, scatenò l'insurrezione armata nelle regioni tamil del nord e dell'est del Paese.
La nascita del 'Tamil Eelam'. Tra il 1987 e il 1990 l'India sostenne attivamente la campagna militare di Colombo, temendo che l'indipendentismo tamil contagiasse anche le popolazioni tamil dell'India meridionale (Tamil Nadu). Nonostante questo, l'Ltte di Prabhakaran riuscì non solo a resistere ma a prendere il controllo, militare, politico ed economico, di tutte le regioni tamil: quelle settentrionali di Jaffna, Kilinochchi, Mullaitivu, Mannar e Vavuniya, la costa nord-occidentale di Puttalam e i distretti orientali di Trincomalee, Batticaloa e Ampara. Il ‘Tamil Eelam', il territorio ribelle, divenne di fatto uno Stato indipendente, con un'amministrazione, una banca centrale, un servizio sanitario, scuole e università gestite dall'Ltte.
La nascita del 'Tamil Eelam'. Tra il 1987 e il 1990 l'India sostenne attivamente la campagna militare di Colombo, temendo che l'indipendentismo tamil contagiasse anche le popolazioni tamil dell'India meridionale (Tamil Nadu). Nonostante questo, l'Ltte di Prabhakaran riuscì non solo a resistere ma a prendere il controllo, militare, politico ed economico, di tutte le regioni tamil: quelle settentrionali di Jaffna, Kilinochchi, Mullaitivu, Mannar e Vavuniya, la costa nord-occidentale di Puttalam e i distretti orientali di Trincomalee, Batticaloa e Ampara. Il ‘Tamil Eelam', il territorio ribelle, divenne di fatto uno Stato indipendente, con un'amministrazione, una banca centrale, un servizio sanitario, scuole e università gestite dall'Ltte.
Tutto (armi comprese) finanziato con grazie al sostegno economico dei tanti tamil espatriati in Occidente, soprattutto in Gran Bretagna e in Norvegia. Nel corso degli anni ‘90, l'esercito e l'aviazione singalese iniziarono a bombardare i villaggi tamil, causando numerose stragi di civili. Stragi alle quali i guerriglieri dell'Ltte rispondono con sanguinosi attentati suicidi ad opera delle ‘Tigri Nere', provocando altrettante carneficine di innocenti e decimando la classe politica singalese. Nel 1995 un'imponente offensiva governativa riuscì a cacciare i ribelli dalla città di Jaffna, sulla punta settentrionale dell'isola.
Con l'inasprirsi del conflitto, l'esercito governativo iniziò una ‘guerra sporca' contro la popolazione tamil: stupri, saccheggi, rapimenti, torture, esecuzioni sommarie. Migliaia di tamil arrestati dai militari o dalla polizia sono spariti nel nulla.
I primi tentativi di dialogo tra Ltte e governo, patrocinati dalla Norvegia, portano nel febbraio 2002 a un cessate il fuoco bilaterale, seguito dall'avvio di un difficilissimo negoziato. La popolazione tamil torna a respirare e inizia a sperare. Ma l'ottimismo dura poco. Nel 2003 i falchi del governo, contrari alle trattative, approfittano infatti della pausa nei combattimenti per dividere il fronte tamil, comprandosi una parte dei ribelli. Nel marzo 2004, infatti, l'Ltte si spacca in due e la fazione fedele al ‘colonnello Karuna', comandante dei distretti orientali, inizia a dare battaglia alle forze di Prabhakaran. Centinaia di bambini soldato vengono coinvolti in questi scontri intestini. Alla fine del 2004 ci si mette pure Madre Natura: il 26 dicembre lo tsunami si abbatte sulle coste orientali causando 31mila morti (quasi tutti tamil) e migliaia di dispersi. Gli sfollati rifugiati in campi profughi, templi e scuole sono circa un milione. Le speranze che governo e ribelli, di fronte a questa catastrofe umanitaria, seppellissero definitivamente l'ascia di guerra sono naufragate nel novembre 2005 con la salita al potere del ‘falco' nazionalista Mahinda Rajapaksa, che decide di riprendere la guerra contro le Tigri tamil e di riconquistare il nord del Paese, costi quel che costi. Dal canto loro, le Tigri tamil avevano approfittato della pausa Tsunami per rifarsi l'arsenale, con tanto di aerei.
I primi tentativi di dialogo tra Ltte e governo, patrocinati dalla Norvegia, portano nel febbraio 2002 a un cessate il fuoco bilaterale, seguito dall'avvio di un difficilissimo negoziato. La popolazione tamil torna a respirare e inizia a sperare. Ma l'ottimismo dura poco. Nel 2003 i falchi del governo, contrari alle trattative, approfittano infatti della pausa nei combattimenti per dividere il fronte tamil, comprandosi una parte dei ribelli. Nel marzo 2004, infatti, l'Ltte si spacca in due e la fazione fedele al ‘colonnello Karuna', comandante dei distretti orientali, inizia a dare battaglia alle forze di Prabhakaran. Centinaia di bambini soldato vengono coinvolti in questi scontri intestini. Alla fine del 2004 ci si mette pure Madre Natura: il 26 dicembre lo tsunami si abbatte sulle coste orientali causando 31mila morti (quasi tutti tamil) e migliaia di dispersi. Gli sfollati rifugiati in campi profughi, templi e scuole sono circa un milione. Le speranze che governo e ribelli, di fronte a questa catastrofe umanitaria, seppellissero definitivamente l'ascia di guerra sono naufragate nel novembre 2005 con la salita al potere del ‘falco' nazionalista Mahinda Rajapaksa, che decide di riprendere la guerra contro le Tigri tamil e di riconquistare il nord del Paese, costi quel che costi. Dal canto loro, le Tigri tamil avevano approfittato della pausa Tsunami per rifarsi l'arsenale, con tanto di aerei.
Così, alla fine del 2005, dopo quasi quattro anni di relativa pace, la guerra civile è riesplosa con una violenza senza precedenti. L'esercito ha sferrato una serie ininterrotta di offensive militari con massiccio impiego di uomini, artiglieria e aviazione. Una guerra totale che nel 2007 ha portato alla riconquista di tutta la fascia costiera orientale e nel 2008 di tutto il nord-ovest. La presa di Kilinochchi, la ‘capitale' delle Tigri, i primi giorni del 2009 è stato il segnale che la guerra stava per finire.
lunedì 18 maggio 2009
Foto della settimana / 90 & 91
Argomenti:
foto della settimana
Esatto oggi si fa il bis con le immagini della settimana, perchè settimana scorsa non l'abbiamo messa.. purtroppo siamo un po' impegnati in questo periodo..
La prima immagine è la bandiera simbole delle tigri Tamil, il gruppo ribelle che combatte contro il governo dello Sry lanka. Ieri hanno annunciato la resa, ma l'esercito nazionale vuole ucciderli tutti. Per avere ulteriori info cliccate sotto la bandiera. ( Si intende che mettiamo questa immagine a solo scopèo informativo: gli Oh!Rizzonti! non patteggiano per nessuna parte in lotta)
E invece l'altra immagine è un enorme raccolta di immagini messe tutte insieme, con tutte un tema unico: LA PACE!! La pace non deve mancare mai nel nostro cuore... se prima riusciamo a farla dentro di noi, sarà più facile farla anche nel mondo... ( cliccate per ingrandirla)
martedì 5 maggio 2009
sabato 2 maggio 2009
Sottomarini Atomici: la verità viene a galla
Argomenti:
Il vecchio Blog
Buongiorno amici del blog.. ecco a voi un interessante articolo da Peacereporter, riguardante i sottomarini atomici e incidenti a essi connessi.Londra ammette una serie di incidenti ai suoi sommergibili nucleari negli ultimi 5 anni
Il pericolo nucleare nel mondo non si limita alle centrali che producono energia e alle basi che custodiscono le testate atomiche. Ma si annida anche lontano dalla vista, sotto la superficie di mari e oceani, che ancora oggi sono percorsi da decine di sottomarini atomici, vecchi, inutili e nemmeno troppo sicuri.
Lunedì 27 aprile l'emittente britannica Channel 4 ha pubblicato un documento riservato del ministero della Difesa, da cui è emerge che, negli ultimi cinque anni, la flotta dei sommergibili britannici è stata colpita da una serie di incidenti. In alcuni casi queste “falle” nella sicurezza hanno provocato la dispersione di materiale radioattivo. Le notizie riguardano tutte la base di Faslane, a Helensburgh, vicino a Glasgow, dove sono stanziati i sommergibili nucleari di tipo Trident.
La pubblicazione del rapporto è stata possibile grazie al Freedom of Information Act, Foia, la legge sulla libera infomazione britannica, che dal 2000 consente l'accesso a informazioni riservate di interesse nazionale. La notizia degli incidenti, che l'emittente ha definito “un tema ricorrente”, ha seriamente messo in imbarazzo il ministero della Difesa, e mette a rischio i piani di sviluppo della stessa base navale che, nel 2015, dovrebbe ospitare l'intera flotta dei sottomarini britannici. Ora il parlamento scozzese potrebbe chiederne la chiusura.
Il documento rivela che nella base ci sono stati diversi incidenti, i più gravi dei quali nel 2004, nel 2007 e nel 2008. In questi ultimi casi sono state segnalate anche perdite in mare, del liquido di raffreddamento del reattore.
Difettati sarebbero anche i tubi per il trasporto delle scorie, che sarebbero i responsabili delle fughe di materiale radioattivo. L'emittente rivela lacune persino nel personale: l'anno scorso il dirigente di uno degli impianti per lo smaltimento delle scorie è stato licenziato, dopo la scoperta che non aveva alcuna esperienza in materia.
La base di Faslane non è nuova alle critiche e alle proteste. Tra le più sensazionali ci fu l'azione chiamata Faslane365, che vide la base assediata da attivisti anti-nucleari dal primo ottobre 2006, per 365 giorni.
“Quella dei sommergibili nucleari è una questione molto delicata” spiega a PeaceReporter Vito Franceso Polcaro, ricercatore ed esperto di questioni nucleari. In primo luogo le testate nucleari a bordo dei sommergibili atomici, non trovandosi all'interno di un determinato territorio, non vengono conteggiate. Nel caso di Faslane, le testate stoccate sui sommergibili della base non risultano nei conteggi delle bombe atomiche in Europa, come nello studio del Natural Resource Council Usa, che nel 2005 conteggiava le 816 testate atomiche in Europa, escluse appunto quelle a bordo dei sommergibili. “I sommergibili atomici – spiega Polcaro – sono mezzi che, per le dimensioni contenute, hanno strumenti di sicurezza necessariamente limitati e tradizionalmente poco affidabili. Gli incidenti degli ultimi anni lo dimostrano, dal caso dello Skorpion disperso nel mediterraneo, all'incidente dell'Hartford alla Maddalena, fino alla tragedia del russo Kursk. Quello dei sommergibili atomici è un settore superato, che viene tenuto in vita solo perché smantellarli costerebbe troppo”.
Il risultato è che si impiegano i sottomarini anche per operazioni che potrebbero essere svolte da semplici navi da guerra. Poi, quando ci sono incidenti, si cerca di insabbiare la notizia. Le rivelazioni di Channel 4 confermano la pericolosità dei sommergibili atomici e dimostrano, una volta di più, che la società civile ha il diritto di esserne a conoscenza.
News
Sry lanka: guerra senza tregua
proposta alle farc: Entrate in politica
Spreco all'Italiana... come al solito...
20 anni fa moriva Sergio Leone
Coppia di ubriachi fa sesso davanti a Windsor
Iscriviti a:
Post (Atom)



