sabato 6 febbraio 2016

A Day in the Life

Questo post fa parte della rubrica Best Videoclip, ovvero un viaggio attraverso i migliori videoclip musicali nella storia della musica.

31° PUNTATA


Facciamo un passo indietro, un passo indietro di una anno, ancora Beatles, sempre più Beatles, a caratterizzare sempre più la storia dei videoclip musicali, in un video che si divide fra il taglio documentaristico e quello psichelico, un video di un giorno nella vita dei Beatles, si tratta del video di “A Day in the Life”; Il brano pubblicato il 1 giugno 1967, come lato B del singolo "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band / With a Little Help from My Friends", tratto dal mitico album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, è divenuta una delle canzone più rappresentative per i critici dell’intera discografia dei Beatles.

E’ inoltre uno dei pochi brani in cui i due maggiori autori dei brani della band, Paul McCartney e John Lennon, hanno collaborato insieme alla sua realizzazione, il brano è diviso in quattro parti narrative diversissime fra loro, nata col nome di “In the Life of…”, trova spunto da due articoli letti da John Lennon sul Daily Mail, rielaborate in chiave umoristica da Lennon, una di queste riguarda Tara Brown, erede dell'aristocratica famiglia inglese dei Guinness e figlio di un esponente della camera dei Lord, nonché in amicizia con i vari membri della band, che perse la vita in un incidente stradale (Ma trovò la sua immortalità nell'essere inserito in un brano dei Beatles), il secondo articolo si riferiva ad un conteggio delle buche nelle strade della cittadina di Blackburn, nel Lancashire, l’articolo riferiva di circa quarantamila buche! (Ci fa piacere a non essere i soli ad avere questo problema); I due testi rimaneggiati furono inseriti insieme ad altri riferimenti, agitati, mescolati e serviti in maniera molto umoristica.

Fra McCartney e Lennon si scatenò una competizione a chi riusciva ad influenzare l’altro, passando molto tempo per completare il testo, ne esce un brano influenzato dal periodo psichedelico di entrambi in cui si giocava molto sui doppi sensi che ultimamente sono rintracciabili in molti dei brani di quest’album, e che portò anche ad una stretta sui brani da parte della censura dell’epoca, che non vedeva di buon occhio i doppi sensi.
Ciò che tiene insieme i vari nuclei narrativi oltre alla musica dei quattro vi troviamo nuovamente un orchestra, voluta anche questa volta da McCartney, dai 90 membri voluti, McCartney ne ottenne 45, scelta del produttore George Martin per giocare al risparmio, la traccia voluta era di un vortice sonoro da inserire nella canzone come intermezzo e come coda, ottenuto chiedendo all'orchestra di suonare un crescendo in intensità e volume, la nota più bassa prevista dal pentagramma fino a raggiungere quella più alta, creando così il famoso vortice di archi, ottoni e fiati di imponente impatto emotivo, per chi lo ascoltava. Per il vortice di coda venne deciso di concludere con un accordo al pianoforte, protratto fino alla dissolvenza totale del suono, per tale effetto, lo stesso accordo venne suonato contemporaneamente da Lennon, McCartney, Ringo Starr, George Martin, e Mal Evans su tre pianoforti a coda ed il volume di registrazione venne man mano alzato per raccogliere ogni minimo suono, oltre che inevitabilmente alcuni rumori di fondo fra i quali il cigolio di una scarpa di Ringo e il fruscio dei condizionatori d'aria, anche se l'inadeguatezza delle tecniche di registrazione del tempo venne notata quando il nastro venne trasferito su CD, e la registrazione venne terminata mentre si sentiva ancora l'accordo.



Il frammento finale, battezzato Sgt. Pepper Inner Groove, fu inciso nel solco di fine facciata che la puntina quindi percorre a ripetizione finché non viene sollevata, questo solco è di norma vuoto, l'idea era quella di riempire tutti gli spazi possibili anche con una gamma di suoni diversi dal normale, più che un idea artistica fu una cosa fatta per puro divertimento, sullo stile di “Pet Sounds” dei Beach Boys (Un tempo la band era la risposta americana ai Beatles, ma fu di breve durata), oltre a suoni diversi, nelle registrazioni la band effettuo e inserì un sacco di urla e frasi molto casuali, registrando circa mezzo minuto di questa sorta di jam vocale dal quale venne estratto il frammento che chiude Sgt. Pepper, in questo loop è presente un fischio di 20.000 hertz, udibile dai cani e dai gatti ma non dall'uomo! Aggiunta commentata da McCartney come un regalo a "Martha, Fluffy e Rover".

Il brano per la sua strana composizione è stata accolta con entusiasmo sia da pubblico che dalla critica: "una delle più ambiziose, influenti, e sconcertanti opere nella storia della musica pop", "una delle composizioni più importanti nella storia della musica rock", "un evento pop storico ed una delle composizioni più artisticamente rilevanti della coppia Lennon-McCartney”, queste sono solo alcune dell’entusiaste recensioni sul brano; Inoltre il brano è inserito al primo posto della classifica delle migliori 50 canzoni inglesi di sempre redatta dalla rivista Q, prima anche nella lista "101 Greatest Beatles' Songs" della rivista Mojo, per decisione di musicisti e giornalisti vari, ricevendo una nomination ai Grammy Award del 1967 per la categoria “Best Arrangement Accompanying Vocalist Or Instrumentalist”, nel 2004 la rivista Rolling Stone classificò “A Day in the Life” alla posizione numero 28 nella lista delle "500 Migliori Canzoni di Sempre", nel 2010 la stessa rivista la decretò la miglior canzone dei Beatles! (Siete d’accordo!?).

Non attiro solamente la critica, ma attiro molto anche la censura che guardava sempre con maggior interesse lo stesso interesse che i Beatles metteva nell'inserire nei loro ultimi brani molti doppi sensi, difatti il brano creò diverse polemiche ai vari riferimenti sull'uso delle droghe presenti nel testo, la BBC non trasmesse il brano con una dichiarazione ufficiale: 
“Abbiamo attentamente e ripetutamente ascoltato la canzone molte volte. E siamo giunti alla conclusione che sembra essersi spinta un po' troppo in là, e potrebbe incoraggiare un atteggiamento lassista connesso all'assunzione di droga”.
Dall'altra parte gli autori negarono ogni riferimento (Come se un artista dovesse negare la sua opera!) e si dimostrarono pubblicamente amareggiati per la messa al bando della canzone da parte del più importante network radiofonico del paese, solo successivamente McCartney ammise che i riferimenti velati all'uso di sostanze stupefacenti erano stati consapevolmente inseriti da lui e Lennon come pura provocazione, George Martin commentò a posteriori di aver sempre sospettato che la frase "Found my way upstairs and had a smoke" fosse un riferimento all'uso di droghe, ricordando di come molto spesso i Beatles si allontanassero dallo studio per farsi una canna, fumando abbondanti quantità di marijuana.

Ed ora il video, il perché del video è molto semplice, doveva rappresentare al meglio il brano, i problemi di rappresentare brani di questo genere, ovvero senza una storia era da tempo già superato come abbiamo visto altri video dei Beatles in precedenza, anche in questo caso la rappresentazioni risulta essere una delle migliori di quegli anni, la band arriva in studio di registrazione dove è già presente l’orchestra, come possiamo vedere  Lennon volle fare indossare nasoni di cartapesta completi di baffi e occhiali ai vari orchestrali, vi sono inserite molte registrazioni duplicate o mosse per dare un senso di psichedelica al video, tutto insieme ad immagini dei vari membri, tutto questo da l’idea di un taglio documentaristico, il tutto cambia con l’andare della musica, facendolo risultare un video senza tempo e senza storia.

"Sebbene la notizia fosse piuttosto triste
Beh mi è venuto proprio da ridere
Ho visto la fotografia
Si è spaccato la testa in un'auto
Non si era accorto che era cambiato il semaforo"




SCHEDA TECNICA:
TITOLO: A Day in the Life
BAND: The Beatles
ANNO: 1967
GENERE MUSICALE: Rock Psichedelico
GENERE: Psichedelico, Documentario
NOTE: Ufficiale, Colore, 5:12

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1 commento:

Blogger ha detto...

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