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sabato 8 ottobre 2016

One of These Days

Questo post fa parte della rubrica Best Video Music, ovvero un viaggio attraverso i migliori videoclip musicali nella storia della musica.

41° PUNTATA


Per i Pink Floyd le cose nel corso degli anni sono cambiate, Syd Barrett, il diamante folle della musica psichedelica, fra i suoi pionieri, se né andato, o meglio è stato allontanato, le sue condizioni di salute non gli avrebbero permesso di continuare in un gruppo che voleva andare avanti, Syd avrebbe continuato dal 1968 una carriera solista, con la pubblicazione di due ottimi album, poi il ritiro dalla musica e dal mondo, a causa della schizofrenia e del disturbo bipolare di cui iniziò a soffrire, ma la causa principale per molti rimane la possibilità che Syd fosse affetto dalla sindrome di Asperger e l’utilizzo di droghe, fra cui la pionieristica (Per l’epoca) LSD ha fatto il resto; La sua eredità viene raccolta dal bassista della band, Roger Waters che col tempo avrebbe portato avanti alla sua maniera, con grande successo, la visione di Syd, a sostituirlo alla chitarra fu un certo David Gilmour, già nel 1967 quando fu avvicinato da Nick Mason (Batteria), entrato nella line-up per sopperire ai sempre più frequenti errori di Syd durante i suoi ultimi live con la band, il resto è storia, la scelta di Gilmour fu azzeccata e per la band si aprì un nuovo orizzonte, fu invece Waters a sostituire Syd dalla parte creativa della band, partendo dai testi divenendo l’unico compositore della band, traghetto così la band dal periodo psichedelico, che ebbe vita breve, ad uno più sperimentale e progressivo, così la band partorì album che fanno parte delle fondamenta del rock, da ricordare il doppio disco “Ummagumma”, “Atom Heart Mother” e la colonna sonora di “Zabriesky Point” film di Michelangelo Antonioni, questo mantenne viva nel panorama musicale il progetto Pink Floyd, ma quello che mancò alla band (Anche se può sembrare strano), è il successo commerciale, difatti la band rimase rispetto a band come Rolling Stones, The Who, Led Zeppelin, una band di nicchia, nonostante essersi tolta la fama di band psichedelica, fu solo nel 1973 quando partorirono il capolavoro “The Dark Side of the Moon” che pubblico e critica li scoprirono per quello che tutt'ora sono.
A complicare le cose, sono i loro brani, i testi sono di una poesia molto diversa nel panorama musicale rock, mantengono una sorta di filo conduttore con la psichedelia del periodo precedente, i brani sono grandi composizioni che guardano al classicismo, e hanno una durata che le impedisce la trasmissione nella maggioranza delle radio, a cambiare questa tendenza è il brano che vi presentiamo oggi: “One of These Days”, tratto dall'album “Meddle” (1971), l’album è un ponte fra il classicismo Pinkflodiano degli album precedenti a pezzi più corti e meno musicati che porteranno al concept album “The Dark Side of the Moon” del 1973.
Il brano viene pubblicato come singolo il 29 novembre del 1971, con una lunghezza di “soli” 5 minuti, è l’unico pezzo solo musicale dell’album, ma permette ai Pink Floyd di ottenere dei buoni passaggi radiofoni e un significante riscontro commerciale rispetto ai precedenti singoli, il brano è così scandito da una linea di basso martellante ottenuto da Roger Waters collegando il suo basso ad alcuni effetti fra cui il "Delay" della chitarra di David Gilmour, dando al brano un impronta aggressiva e groove, è difatti il periodo in cui i Pink Floyd sono immersi nelle sperimentazioni elettroniche che al momento la tecnologia inizia ad offrire, difatti è il periodo in cui si inizia a sperimentare quello che poi sarà a breve il genere elettronico; Verso la metà della traccia si ode l'unica frase presente del brano:

 “One of these days I'm going to cut you into little pieces”
 (Uno di questi giorni ti ridurrò a piccoli pezzi)

Pronunciata da Nick Mason con la voce in falsetto, distorta e mandata a mezza velocità, il successo di questo brano è nato anche dal tentativo d’interpretazione sia del brano sia della frase così oscura, (Gioco che la band nei testi userà molto), ma la frase non è nient’altro che un insulto rivolto al disc jockey Sir Jimmy Young, della Radio 2 della BBC, mal sopportato da Waters (Waters abbastanza famoso per avere un carattere dispotico e che causerà il primo scioglimento della band negli anni 80), questo forse dovuto ad una critica ingiusta secondo Waters, o semplicemente al fatto che la BBC e il disc jockey avessero ignorato i precedenti singoli della band.
Dopo questa frase si viene travolti da un’esplosione musicale ed al basso si aggiungono la steel guitar, organo e batteria, all'unisono dando alla frase una conclusione molto aggressiva e facendo un pezzo dalla grande energia musicale; Da ricordare che all'interno del pezzo è inserito un estratto dalla sigla della serie inglese "Doctor Who", per gli appassionati molto ben riconoscibile, inoltre il brano è molto celebre per essere stata usata molto negli anni passati, come sigla per programmi RAI, “Dribbling” e “TG2 Ring”.
Il brano è uno dei più amati dai vari membri della band, fra cui Gilmour che lo ha definito come il pezzo più collaborativo mai prodotto da loro, mentre Waters lo spiegò come “Un’ottima valutazione toccante della situazione sociale contemporanea".
Negli anni i Pink Floyd hanno dimostrato di tracciare un solco fra loro e le altre band rock del loro periodo, ovvero nell'essere una delle band che negli anni hanno utilizzato di gran lunga la spettacolarità verso il minimalismo degli anni 70, sia dalle copertine che fanno parte della storia, sia dai live spettacolari, difatti furono fra i primi ad inserire gli effetti speciali per i loro concerti, fra cui i raggi laser, con più difficoltà fu l’arte dei video musicali, che essendo affrancata  maggiormente per i singoli vide i Pink Floyd ignorare il mezzo, recuperando poi con il tempo, creando video per ogni singolo pezzo anche se non singolo per poi fra i primi, trasmetterli durante l’esecuzione dei pezzi stessi nei concerti.

Questo difatti non è il video ufficiale, ma bensì un video amatoriale creato dal regista e disegnatore Ian Emes, e non ha nemmeno lo stesso titolo, dato che il video sembra voler raccontare con la musica tutt'altro, il video è conosciuto con il nome di “French Windows”, realizzato l'anno seguente dell'uscita del brano e realizzato come video d'animazione, nonostante non sia ufficiale è azzeccato e mantiene tutt'oggi uno spirito Pinkflodiano, essendo che il video contrasta totalmente con lo stile musicale, vediamo 4 ballerini molto colorati, ballare mentre dietro loro il paesaggio è in continuo ed imperterrito cambiamento fino a che tutto il video diviene un trip di immagini animate quasi somigliante al trip di “2001: Odissea nello Spazio” e tutto come da tradizione si fa psichedelico e l’arte, musica e video divengono un tutt'uno senza bisogno di spiegazioni ma solo di ascolto; Grazie a questo video il regista si è fatto così conoscere fra gli addetti al lavoro, sarà chiamato successivamente a lavorare con gli stessi Pink Floyd, ed avrà una discreta carriera lavorando con grandi nomi del panorama musicale, mentre il video è tutt'oggi usato come video ufficiale della canzone, come dimostra il titolo del video pubblicato su Youtube.



SCHEDA TECNICA:
TITOLO: One of These Days
ARTISTA: Pink Floyd
ANNO: 1972
GENERE MUSICALE: Rock, Rock Progressivo
REGIA: Ian Emes
GENERE: Animato
NOTE: Non Ufficiale, Colore, 3:57

⇐ Puntata precedente:
     Ernie (The Fastest Milkman in the West)

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