giovedì 1 maggio 2008

USA SCIPERANO CONTRO LA GUERRA

Un bellissimo articolo tratto dall'inimitabile sito di Peacereporter:

Negli Usa, per la prima volta, il Primo maggio si sciopera contro la guerra
Negli Usa il primo maggio è un giorno come un altro: si lavora. Ma quest'anno promette di non essere così per molti, almeno lungo la progressista costa ovest degli States. Decine di migliaia di lavoratori portuali hanno infatti deciso di scioperare proprio nel May Day, per protestare contro le guerre in Iraq e in Afghanistan. E' la prima volta che negli Usa si incrociano le braccia per un conflitto.
Il sindacato dei lavoratori portuali della costa occidentale, l'International Longshore and Warehouse Union, ha deciso a larga maggioranza nell'ultima assemblea lo sciopero, dichiarando per il primo maggio una giornata di “No Peace, No Work”. Nel dibattito all'interno del sindacato, che rappresenta 42.000 lavoratori portuali, sono stati decisivi gli interventi di alcuni veterani del Vietnam. In passato l'Ilwu ha preso posizione su altre cause legate ai diritti umani e sociali. Nel 1978 i lavoratori portuali si rifiutarono di caricare le bombe sui cargo diretti al Cile di Pinochet, sei anni dopo incrociarono le braccia contro l'apartheid in Sudafrica, e nel 2001 bloccarono gli scali marittimi della costa occidentale in protesta contro il vertice dell'Organizzazione mondiale del commercio a Seattle. Mai, però, è capitato che si scioperasse contro una guerra.
A San Francisco, epicentro dell'evento, si terrà una marcia che attraverserà la città, con la partecipazione di icone pacifiste come Cindy Sheehan e l'attore Danny Glover. In tutto, gli organizzatori calcolano che almeno 15.000 lavoratori incroceranno le braccia in 29 porti della costa ovest. Ma il fronte della protesta potrebbe essere più diffuso, perché molti lavoratori non iscritti al sindacato hanno annunciato di volersi unire, anche in scali del Golfo del Messico o della costa orientale. Altri sindacati hanno inoltre annunciato il loro sostegno con forme differenti: a New York e San Francisco, per esempio, i postini osserveranno due minuti di silenzio a ogni cambio di turno.
Perché proprio quest'anno una protesta del genere, dato che la guerra in Iraq dura da cinque anni? Jack Heyman, un membro del consiglio direttivo dell'Ilwu di San Francisco, lo spiega con la frustrazione dei lavoratori contro i Democratici (il sindacato è schierato con Obama). “A noi dicono di essere contro la guerra, poi controllano il Congresso e non fanno niente per fermare il finanziamento del conflitto”, dice a PeaceReporter. “Allora abbiamo deciso che, come lavoratori, potevamo fare qualcosa per dare un segnale”. Finora il segnale non è stato diffuso granché, i media statunitensi non coprono l'evento come sperato. “Un giornalista del New York Times era presente alla nostra assemblea. Gli ho chiesto: 'Ci farete un articolo?'. Lui ha risposto 'Vediamo se è degno di notizia'. Ci sarebbe da mettersi a ridere. Degno di notizia? E' un fatto storico”, conclude Heyman. Che però non perde la speranza. Anche perché nel sindacato è iniziata a girare la voce che l'idea dello sciopero sarà raccolta anche dove la guerra c'è ancora: in Iraq, dai lavoratori del porto di Umm Qasr.

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