mercoledì 29 ottobre 2008

Guerra senza Frontiere

Da Peacereporter

Il raggio d'azione delle forze armate Usa non conosce più confini.
In nome della guerra 'globale' al terrorismo, gli Stati Uniti - mai come ora - colpiscono in ogni angolo del mondo: dall'Iraq all'Afghanistan, dalla Siria alla Somalia, dalle Filippine al Pakistan - dove dall'inizio dell'anno gli Usa hanno ucciso oltre 350 persone in più di trenta raid aerei.

Iraq, Afghanistan, Filippine e Somalia. Nonostante i nostri giornali e telegiornali non parlino più, in Iraq e in Afghanistan ogni giorno i caccia statunitensi F-15 ed F-16 e i bombardieri B-1 sganciano tonnellate di bombe: una media giornaliera di 40 raid in Iraq e 60 in Afghanistan.
Nessuno parla nemmeno del quotidiano impegno delle forze speciali Usa nel sud delle Filippine contro i locali gruppi ribelli islamici legati ad Al Qaeda, o delle giornaliere operazioni di pattugliamento aero-navale condotte dalle forze Usa in Somalia e spesso accompagnate da attacchi aerei mirati (l'ultimo lo scorso 1° maggio).

Siria, ma soprattutto Pakistan. Se l'attacco condotto domenica in Siria da un commando di truppe aviotrasportate Usa ha suscitato un certo scalpore mediatico (ma nemmeno poi tanto), nessuno si scandalizza invece per l'incredibile serie di bombardamenti statunitensi in Pakistan: 32 raid da gennaio, 16 solo negli ultimi due mesi. Bombardamenti per lo più missilistici (e un'azione di commando condotta lo scorso 3 settembre) che solo quest'anno hanno causato la morte di 301 civili, 36 terroristi e 18 militari pachistani. Islamabad protesta, ma questo non cambierà i sempre più spregiudicati piani militari statunitensi.

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