domenica 24 agosto 2008

Ci Rivediamo a Settembre...


Ciao a tutti, mi avrete riconosciuto di sicuro! Sono Arminio, e non sono affatto scomparso, sono a combattere in trincea con voi! (Scusate la frase ma in poche parole sono ancora nel mondo dei vivi), mi è stato dato l'onere di annunciarvi che il blog riprenderà sempre saltuariamente e divertissimamente a Settembre, perché gli Oh!Rizzonti! sono tutti in campeggio con il loro amicone Beppe.
Vi auguriamo buona continuazione di vacanze e di vita, chiedendovi di partecipare numerosi al nostro Concorso.

Peace and Love Forever!!!
A Settembre...

venerdì 22 agosto 2008

La Storia delle Cose (Video):

Cari amici vi proponiamo: "La Storia delle Cose" in cui Annie Leonard ci spiega qual'è il problema della corsa al consumismo iniziata negli anni 50. Il perchè oggi ci stiamo dirigendo contro un muro. Si ringrazia il progetto dePILiamoci a cura di Roberto Lorusso e Nello De Padova per la traduzione e il doppiaggio italiano, il video è diviso in 3 parti:






giovedì 21 agosto 2008

Meno male che Silvio c'è ( meglio di Ghandi aggiungerei...)

...E Silvio disse:
"Grazie a Dio il mio amico Putin mi ha ascoltato. Altrimenti col cavolo che i carri armati russi si sarebbero fermati a quindici chilometri da Tbilisi".

Il Discorso di Ghandi

Ciao amici del blog, voglio inserirvi il discorso ritrovato di Ghandi, anche se è stato molto pubblicizzato sulle televisioni da Telecom (non me ne frega niente) che ne è stato il grande promotore del progetto "A Voi Comunicare".
Ebbene eccovi il discorso, lo pubblico interamente anche se è troppo lungo, (se vi stancate non leggetelo! Lo pubblico lo stesso!):


Discorso tenuto da Gandhi alla Conferenza delle relazioni interasiatiche, New Delhi, 2 aprile 1947.
Traduzione e commento a cura di Tara Gandhi.

Signora Presidente e amici, non credo di dovermi scusare con voi per il fatto che sono costretto a parlare in una lingua straniera. Chissà se questi altoparlanti porteranno la mia voce fino ai confini di questo immenso pubblico. Quelli di voi che sono lontani possono alzare la mano, se sentono quello che dico? Sentite? Bene. Bene, se la mia voce non vi giunge, non è colpa mia, ma colpa degli altoparlanti.
Quello che volevo dirvi è che non devo scusarmi. Non oso, visti tutti i delegati che si sono riuniti qua da tutta l’Asia, e gli osservatori – ho imparato questa parola pronunciata da un amico americano che disse: “Non sono un delegato, sono un osservatore”. Di primo impatto con lui, vi assicuro, pensavo venisse dalla Persia, ma ecco davanti a me un americano e gli dico: “Sono terrorizzato da te, e vorrei che mi lasciassi stare”. Potete immaginare un americano che mi lasci stare? Non lui e, quindi, ho dovuto parlargli.
Quello che volevo dirvi è che il mio idioma per me madrelingua, non lo potete capire, e non voglio insultarvi insistendo su di esso. Il linguaggio nazionale, Hindustani, ci metterà tanto tempo prima di rivaleggiare con un linguaggio internazionale.
Se ci deve essere rivalità, c’è rivalità tra francese e inglese. Per il commercio internazionale, indubbiamente l’inglese occupa il primo posto. Per discorsi e corrispondenza diplomatici, sentivo dire quando studiavo da ragazzo che il francese era la lingua della diplomazia e se volevi andare da una parte all’altra dell’Europa dovevi provare ad imparare un po’ di francese, e quindi ho provato ad imparare qualche parola di francese per riuscire a farmi capire. Comunque, se ci deve essere rivalità, la rivalità potrebbe nascere tra francese e inglese. Quindi, avendo imparato l’inglese, è naturale che faccia ricorso a questa parlata internazionale per rivolgermi a voi.
Mi chiedevo di cosa dovessi parlarvi. Volevo raccogliere i miei pensieri, ma lasciate che sia onesto con voi, non ne ho avuto il tempo.
Però ieri ho comunque promesso che avrei provato a dirvi qualche parola.
Mentre venivo con Badshah Khan, ho chiesto un piccolo pezzo di carta ed una matita. Ho ricevuto una penna invece di una matita. Ho provato a scarabocchiare qualche parola. Vi spiacerà sentirmi dire che quel pezzo di carta non è qui con me. Ma questo non importa, ricordo cosa volevo enunciare, e mi sono detto: “I miei amici non hanno visto la vera India, e non ci stiamo incontrando in una conferenza nel cuore della vera India”.
Delhi, Bombay, Madras, Calcutta, Lahore – queste sono tutte grandi città e quindi, hanno subito l’influenza dell’Occidente, sono state fatte, magari eccetto Delhi ma non New Delhi, sono state fatte dagli inglesi. Poi ho pensato ad un breve saggio – credo che dovrei chiamarlo così – che era in francese. Era stato tradotto per me da un amico anglo-francese, e lui era un filosofo, era anche un uomo altruista e diceva che mi aveva dato la sua amicizia senza che io lo conoscessi, perché lui parteggiava per le minoranze ed io rappresentavo, assieme ai miei connazionali, una minoranza senza speranze, e non solo senza speranze ma una minoranza disprezzata.
Se gli europei del Sudafrica mi perdonano per quello che dico, eravamo tutti “coolies” [lavoratore non qualificato a basso costo]. Io ero un insignificante avvocato “coolie”. A quei tempi non avevamo dottori “coolie”, non avevamo avvocati “coolie”. Ero il primo nel campo. Ma sempre un “coolie”. Magari sapete cosa si intende con la parola “coolie” ma questo mio amico, si chiamava Krof – sua madre era francese, suo padre inglese – disse: “Voglio tradurre per te una storia francese”.
Mi perdonerete, chi di voi sa la storia, se nel ricordarla faccio degli errori qua e là, ma non ci sarà nessun errore nell’avvenimento principale.
C’erano tre scienziati e – ovviamente è una storia inventata – tre scienziati uscirono dalla Francia, uscirono dall’Europa alla ricerca della “Verità”. Questa era la prima lezione che mi aveva insegnato quella storia, che se bisogna cercare la verità, non la si trova su suolo europeo. Quindi, indubbiamente neanche in America.
Questi tre grandi scienziati andarono in parti diverse dell’Asia. Uno trovò la strada per l’India e diede inizio alla sua ricerca. Raggiunse le cosiddette città di quei tempi. Naturalmente, ciò avvenne prima dell’occupazione inglese, prima anche del periodo Mughal, così è come ha illustrato la storia l’autore francese, ma visitò comunque le città, vide la gente delle cosiddette caste alte, uomini e donne, fino a che non si addentrò in un’umile casa, in un umile villaggio, e quella casa era una casa Bhangi, e trovò la verità che stava cercando, in quella casa Bhangi, nella famiglia Bhangi, uomo, donna, forse 2 o 3 bambini (lo dico come me lo ricordo) e poi lui descrive come la trovò. Tralascio tutto questo.
Voglio collegare questa storia a quello che voglio dire a voi, che se volete vedere il meglio dell’India, dovete trovarlo in una casa Bhangi, in un’umile casa Bhangi, o villaggi simili, 700.000 come ci insegnano gli storici inglesi. Un paio di città qua e là, non ospitano neanche qualche crore [unità di misura indiana che equivale a 10 milioni] di persone. Ma i 700.000 villaggi ospitano quasi 40 crore di persone. Ho detto quasi perché potremmo togliere una o due crore che stanno in città, comunque sarebbero 38 crore.
E poi mi sono detto, se questi amici sono qui senza trovare la vera India, per cosa saranno venuti? Ho poi pensato che vi pregherò di immaginare quest’India, non dal punto di vista di questo immenso pubblico ma per come potrebbe essere. Vorrei che leggeste una storia come questa storia dei francesi o altre ancora. Magari, qualcuno di voi vada a vedere qualche villaggio dell’India e allora troverà la vera India.
Oggi farò anche questa ammissione: non ne sarete affascinati alla vista. Dovrete raschiare sotto i mucchi di letame che sono oggi i nostri villaggi. Non voglio dire che siano mai stati dei paradisi. Ma oggi sono veramente dei mucchi di letame; non erano così prima, di questo sono abbastanza certo. Non l’ho appreso dalla storia ma da quello che ho visto io stesso dell’India, fisicamente con i miei occhi; e io ho viaggiato da una parte all’altra dell’India, ho visto i villaggi, i miserabili esemplari dell’umanità, gli occhi senza vita, eppure sono l’India, e ciononostante in quelle umili case, nel mezzo dei mucchi di letame troviamo gli umili Bhangis, dove troverete un concentrato di saggezza. Come? Questa è una grande domanda.
Bene, allora voglio illustrarvi un altro scenario. Di nuovo, ho imparato dai libri, libri scritti da storici inglesi, tradotti per me. Tutta questa ricca conoscenza, mi spiace dire, arriva qui da noi in India attraverso i libri inglesi, attraverso gli storici inglesi, non che non ci siano storici indiani ma neanche loro scrivono nella loro madrelingua, o nella loro lingua nazionale, Hindustani, o se preferite chiamarli due idiomi, Hindi e Urdu, due forme della stessa lingua. No, ci riferiscono quello che hanno studiato sui libri inglesi, magari gli originali, ma attraverso gli inglesi in inglese, questa è la conquista culturale dell’India, che l’India ha subito.
Ma ci dicono che la saggezza è arrivata dall’Oriente verso l’Occidente. E chi erano questi saggi? Zoroastro. Lui apparteneva all’Oriente. Fu seguito dal Buddha. Lui apparteneva all’Oriente, apparteneva all’India. Chi ha seguito il Buddha? Gesù, di nuovo dall’Asia. Prima di Gesù ci fu Musa, Mosè, che apparteneva anche lui alla Palestina, ma verificavo con Badshah Khan e Yunus Saheb ed entrambi sostenevano che Mosè appartenesse alla Palestina, sebbene fosse nato in Egitto. Poi venne Gesù, poi Mohammad. Tutti loro li tralascio. Tralascio Krishna, tralascio Mahavir, tralascio le altre luci, non le chiamerò luci minori, ma sconosciute in Occidente, sconosciute al mondo letterario.
In ogni modo, non conosco una singola persona che possa uguagliare questi uomini d’Asia. E poi cosa accadde? Il Cristianesimo, arrivando in Occidente, si è trasfigurato. Mi spiace dire questo, ma questa è la mia lettura. Non dirò altro al riguardo. Vi racconto questa storia per incoraggiarvi e per farvi capire, se il mio povero discorso può farvi capire, che lo splendore che vedete e tutto quello che vi mostrano le città indiane non è la vera India. Certamente, il massacro che avviene sotto i vostri occhi, mi dispiace, vergognoso come dicevo ieri, dovete seppellirlo qui. Il ricordo di questo massacro non deve oltrepassare i confini dell’India, ma quello che voglio voi capiate, se potete, è che il messaggio dell’Oriente, dell’Asia, non deve essere appreso attraverso la lente occidentale, o imitando gli orpelli, la polvere da sparo, la bomba atomica dell’Occidente.
Se volete dare di nuovo un messaggio all’Occidente, deve essere un messaggio di “Amore”, un messaggio di “Verità”.
Ci deve essere una conquista (applausi) per favore, per favore, per favore. Questo interferisce con il mio discorso, e interferisce anche con la vostra comprensione. Voglio catturare i vostri cuori, e non voglio ricevere i vostri applausi. Fate battere i vostri cuori all’unisono con le mie parole, e io credo che il mio lavoro sarà compiuto.Voglio lasciarvi con il pensiero che l’Asia debba conquistare l’Occidente. Poi, la domanda che mi ha fatto un mio amico ieri: “Se credevo in un mondo unico?”. Certo, credo in un mondo unico. Come posso fare diversamente, quando divento erede di un messaggio di amore che questi grandi, inconquistabili maestri ci hanno lasciato? Potete esprimere questo messaggio di nuovo ora, in questa era di democrazia, nell’era del risveglio dei più poveri dei poveri, potete esprimere questo messaggio con maggiore enfasi. Poi completerete la conquista di tutto l’Occidente, non attraverso la vendetta perché siete stati sfruttati, e nello sfruttamento voglio ovviamente includere l’Africa, e spero che quando vi reincontrerete in India la prossima volta ci sarete tutti: spero che voi, nazioni sfruttate della terra, vi incontrerete, se a quell’epoca ci saranno ancora nazioni sfruttate.
Ho forte fiducia che se unite i vostri cuori, non solo le vostre menti, e capite il segreto dei messaggi che i saggi uomini d’Oriente ci hanno lasciato, e che se veramente diventiamo, meritiamo e siamo degni di questo grande messaggio, allora capirete facilmente che la conquista dell’Occidente sarà stata completata e che questa conquista sarà amata anche dall’Occidente stesso.
L’Occidente di oggi desidera la saggezza. L’Occidente di oggi è disperato per la proliferazione della bomba atomica, perché significa una completa distruzione, non solo dell’Occidente, ma la distruzione del mondo, come se la profezia della Bibbia si avverasse e ci fosse un vero e proprio diluvio universale. Voglia il cielo che non ci sia quel diluvio, e non a causa degli errori degli umani contro se stessi. Sta a voi consegnare il messaggio al mondo, non solo all’Asia, e liberare il mondo dalla malvagità, da quel peccato.
Questa è la preziosa eredità che i vostri maestri, i miei maestri, ci hanno lasciato.


M. K. Gandhi


Ecco la riflessione di Tara Gandhi Bhattacharjee:
Come voi tutti sapete, L’ONU ha dichiarato il 2 ottobre, data di nascita di Mahatma Gandhi, la Giornata Internazionale della Non-violenza. Oggi Mahatma Gandhi appartiene a tutto il mondo. Siamo nel contesto della celebrazione mondiale di Satyagraha – la verità e la non-violenza – come praticata, sperimentata e vissuta da Mohandas Karamchand Gandhi. Mi chiedo se durante la storia, i concetti filosofici e morali della verità siano stati oggetto di una celebrazione così collettiva e cosciente nel mondo. Satyagraha – non-violenza e verità – sono inseparabili dal coraggio di Mahatma Gandhi. Il coraggio di Gandhi ha ispirato l’amore e la fiducia negli altri. La verità, l’audacia e la compassione saranno sempre rilevanti, e oggi ne abbiamo disperatamente bisogno.
È molto significativo ed importante che Telecom Italia non limiti la celebrazione della filosofia di Gandhi al 2 ottobre e che stia pensando di diffondere il suo messaggio a tutto il mondo attraverso il vostro grande e bellissimo Paese: l’Italia, amata da tutti. Personalmente ho compreso la filosofia di Gandhi non come studiosa o storica, ma dalle impressioni dei primi 14 anni della mia vita, quando ero molto vicina a lui e a sua moglie Kasturba. E adesso capisco sempre di più che il messaggio di Gandhi è una sfida diretta per la propria coscienza.
Insieme a tutti voi rendo omaggio ai più grandi flussi spirituali e creativi dell’uomo e della natura, del passato e del presente, che hanno mantenuto in vita in ognuno di noi la scintilla dell’amore eterno. Insieme a voi, con l’impegno di onorare tutta la vita questa consapevolezza.

Per scaricare il discorso in PDF cliccare qui.

lunedì 18 agosto 2008

GRANDE CONCORSO DEGLI OH!RIZZONTI!


Si, avete capito bene tutti.. da oggi prende il via il grande concorso degli Oh!Rizzonti!
Ma in cosa consiste tutto ciò?
Semplicemente vedete l'immagine qui sopra? O più semplicemente l'immagine all'inizio del nostro blog?
Essendo noi Oh!Rizzonti! innovatori e futuristi ( ???) abbiamo deciso di cambiarlo!
E qui entrate in gioco Voi.

Già, perchè noi siamo delle ciofeche a disegnare e quindi.. SARETE VOI A FARE LA NUOVA IMMAGINE/SFONDO DEL SITO!!

Ma per farlo dovette sottostare ad alcune regole che vi scrivo qui sotto:

REGOLAMENTO DEL CONCORSO: ( c'è stata una piccola modifica per chi avesse già letto. La scritta che era da mettere, non va più messa. C'è più libertà artistica)

-L'immagine che dovrete fare dovrà contenere alcuni significati base: PACE, NON VIOLENZA ROCK, DIVERTIMENTO. GLI ALTRI SIMBOLI / BANDIERE CONTENUTE NEL DISEGNO POSSONO ESSERE MESSE O NON MESSE A VOSTRA SCELTA.

- Dovrà contenere anche il simbolo ufficiale degli Oh!Rizzonti!, che è questo qua sotto:


A voi tocca mettere tutto il resto.. colorate, disegnate, pitturate.. fate tutto ciò che è graficamente possibile...
Quando avete fatto l'immagine, speditecela al nostro indirizzo mail OHRIZZONTI@gmail.com


Un favore vi chiediamo: una spediteci una sola mail a persona... grazie!!

Nella mail, a vostro buon gusto, mettete nome, indirizzo, recapiti vari, e tutto ciò che volete.

Inoltre PREMIEREMO I VARI LAVORI CHE CI MANDERETE E IL CREATORE DELL'IMMAGINE CHE VINCERA', SARA' NOMINATO OH!RIZZONTE! AD HONOREM.


Quindi cosa aspettate? Mandateci i vostri lavori... avete tempo fino al 29 settembre.
E ne approfittiamo per augurarvi buone vacanze, a cui anche gli Oh!Rizzonti! parteciperanno in una bellissima tenda in un bellissimo campeggio.

Buon concorso a tutti!!!

Oh!Rizzonti!

mercoledì 13 agosto 2008

L'ombra di Israele sul conflitto in Georgia

Da Peacereporter

Il sito internet Debka.com, specializzato in geopolitica, ha svelato alcune rivelazioni provenienti da fonti militari israeliane molto riservate: Tel Aviv nutre forti interessi negli oleodotti e gasdotti che attraversano la Georgia; Tbilisi è molto interessata alle armi, alle tecnologie e alle tecniche di combattimento israeliane.

La Georgia è un paese che spende moltissimo per la difesa nazionale. Lo scorso anno, il presidente filo-occidentale Michail Saakashvili, ha commissionato a una società di sicurezza israeliana l'addestramento delle proprie truppe, militari e di intelligence. Diverse centinaia di consiglieri israeliani sono sbarcate a Tbilisi per esportare il know-how delle avanzate tecniche e tecnologie in possesso della Stella di David. I circa 1000 istruttori sono stati impegnati nell'addestramento delle truppe impegnate in operazioni di terra, aria e mare. Tbilisi ha proceduto anche all'acquisto di ingenti quantità di armi e tecnologie belliche. Questi "preparatori" sarebbero dunque fortemente coinvolti nelle attività di preparazione all'invasione di Tshkinvali da parte dei soldati georgiani.
Trattative commerciali di un certo rilievo sono in corso d'opera tra Israele, Turchia, Georgia, Turkmenistan e Azerbaijan per far sì che le condutture che raggiungono il porto di Ceyhan in Turchia, possano da lì arrivare al terminal petrolifero di Ashkelon e al porto sul Mar Rosso di Eilat. Da qui le grandi petroliere trasporterebbero il prezioso carico in Estremo Oriente attraverso l'Oceano Indiano. Avvertita della suscettibilità russa sulla questione, Tel Aviv aveva offerto un accordo che Mosca ha però rifiutato.
Nelle settimane che hanno preceduto l'escalation della violenza, la Russia aveva più volte chiesto a Israele di non prestare assistenza militare alla Georgia, arrivando a minacciare una brusca crisi nelle relazioni bilaterali. Israele si è sempre limitata ad asserire che le sue prestazioni riguardavano la fase difensiva e non quella di attacco. La cosa non è andata giù al Cremlino che, stando all'opinione di alcuni analisti, non perdonerà a Israele il suo comportamento

lunedì 11 agosto 2008

Foto della settimana / 55


Oggi metto l'immagine di Ghandi, per il semplice motivo che lui è riuscito a portare all'indipendenza un paese senza sparare un colpo, senza uccidere nessuno.
Affinchè tutti voi e tutto il mondo e tutti i nostri governanti possano capire che la violenza è come un boomerang, una volta lanciato poi torna indietro. Voglio che tutti capiscano che la libertà e la pace, si possono fare senza usare la guerra. Dobbiamo iniziare noi nel nostro cuore a coltivare una cultura di pace e non violenza.

PEACE AND LOVE

Oh!Rizzonti!

sabato 9 agosto 2008

9 agosto 1945 : Nagasaki, la seconda strage

Nagasaki fu la seconda città giapponese ad essere distrutta dalla bomba atomica, ma a riguardo c'è un piccolo aneddoto, che però non ha salvato migliaia di persone.

La mattina del 9 agosto 1945 l'equipaggio del Bockscar, il bombardiere designato per la missione, si alzò in volo con a bordo la bomba atomica soprannominata "Fat Man", alla volta di Kokura, l'obiettivo iniziale della missione.
Tuttavia le nubi non permisero di individuare esattamente l'obiettivo, e dopo tre passaggi sopra la città, e ormai a corto del carburante necessario per il viaggio di ritorno, l'aereo venne dirottato sull'obiettivo secondario, Nagasaki.
Alle 11:02, alcuni minuti dopo aver iniziato a sorvolare Nagasaki, il capitano avvistò visivamente, così come era stato ordinato, il nuovo obiettivo; "Fat Man", che conteneva circa 6,4 kg di plutonio-239, venne sganciata sulla zona industriale della città. La bomba esplose a circa 470 metri d'altezza vicino a fabbriche d'armi; a quasi 4 km a nord-ovest da dove previsto. Questo "sbaglio" salvò gran parte della città, protetta dalle colline circostanti, dato che la bomba cadde nella Valle di Urakami.

Tuttavia il computo delle vittime rimase drammaticamente elevato. Secondo la maggior parte delle valutazioni, circa 40.000 dei 240.000 residenti a Nagasaki vennero uccisi all'istante, e oltre 55.000 rimasero feriti. Il numero totale degli abitanti uccisi viene comunque valutato intorno alle 80.000 persone, incluse le persone
esposte alle radiazioni nei mesi seguenti.

Vorrei che gli scienziati del mondo progettassero una bomba carica di PACE, da sganciare sulle nazioni. Non farebbe male un esplosione di pace, amore e tolleranza.

Oh!Rizzonti!

venerdì 8 agosto 2008

Perchè gli Oh!Rizzonti! boicottano le Olimpiadi

Da oggi, 8 agosto 2008, inizio delle olimpiadi A pechino, gli Oh!Rizzonti! e il loro blog, boicottano ufficialmente le olimpiadi in Cina. Come gesto concreto non guarderemo le gare olimpiche, e nel nostro blog non metteremo nessuna notizia riguardante le olimpiadi. Facciamo tutto ciò per protestare contro il governo Cinese, il quale non rispetta i i diritti umani e occupa il Tibet da oltre 50 anni, uccidendo e sterminando la popolazione Tibetana. Non lo facciamo perchè siamo contro lo sport, ma perchè siamo contro le ragioni politiche, economiche e sociali che spingono la Cina ad agire contro la libertà.Oh!Rizzonti!

Georgia - Ossezia del Sud: Perchè si combatte

Da Peacereporter
PARTI IN CONFLITTO
1991-1992: Esercito governativo georgiano contro milizie indipendentiste sud-ossete
1992-1993: Esercito governativo georgiano contro milizie indipendentiste abkhaze (sostenute da esercito russo e brigate islamiche del Caucaso)
1993-OGGI: Esercito governativo georgiano contro milizie indipendentiste sud-ossete e abkahze
VITTIMEOssezia del Sud: circa 2 mila morti osseti e 800 georgiani.
Abkahzia: circa 25 mila morti georgiani e 3 mila morti abkhazi

RISORSE CONTESE
La Georgia sostiene che, con la complicità della Russia, l’Ossezia del Sud è diventata un covo di criminali, mafiosi e contrabbandieri che producono gravi danni all’economia nazionale georgiana, fruttando invece lauti guadagni ai militari e alle autorità russe. L'Abkahzia, grazie al suo clima e al mare, ha un garnde potenziale agricolo e tursitico.

FORNITURA ARMAMENTI
Le milizie separatiste ricevono supporto logistico e armi dall'esercito russo.
L'esercito gerogiano è addestrato e armato dall'esercito Usa

SITUAZIONE ATTUALE Dal cessate il fuoco del 1993 a oggi, sia in Abkazia che in Ossezia del Sud non sono mai cessati sporadici scontri tra militari georgiani e milizie separatiste. In Abkazia queste violenze hanno provocato almeno 1.500 morti; in Ossezia del Sud oltre un centinaio, concentrati nell’estete del 2004, che ha visto una forte escalation del conflitto.
Vi continueremo ad aggiornare sugli ultimi avvenimenti.
Oh!Rizzonti!

giovedì 7 agosto 2008

Militari per la sicurezza. Sul lavoro

Da Peacereporter un interessante e preoccupante articolo sulle morti bianche in Italia e un appello per il ministro della difesa La Russa.



Lo dice il Censis: è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro. Sono 918 casi in Italia in un anno. Un morto ogni 23 mila lavoratori, a fronte di 678 in Germania (un morto ogni 53 mila lavoratori), 662 in Spagna (un morto ogni 24 mila lavoratori), 593 in Francia (un morto ogni 50 mila lavoratori). Senza contare che in Italia sono decine di migliaia gli incidenti sul lavoro non denunciati. E che sono decine, o forse più, i morti sul lavoro fatti passare per incidenti stradali o incidenti domestici. Le città italiane, sempre secondo il Censis, sono tra le più sicure d'Europa.

Eppure il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha deciso di utilizzare i militari per pattugliare le strade.

Noi, cittadini italiani stufi di questa "strage bianca", chiediamo a Lei, ministro della Difesa, di spostare le risorse umane ed economiche impiegate per pattugliare le città perché vigilino sui cantieri e sui luoghi di lavoro. I numeri degli incidenti sul lavoro, signor Ministro,sono quelli di una guerra. Mandi, per favore, i nostri militari in una vera missione di pace.

PER ADERIRE CLICCA QUI

mercoledì 6 agosto 2008

6 agosto 1945 - Fu un esperimento


Il 6 agosto del 1945, ovvero 63 anni fa, un bombardiere Americano b29, chiamato "Enola Gay", sganciò una bomba atomica, la prima della storia, sulla città giapponese di Hiroshima.
L'esplosione causò quasi 80.000 morti sul colpo, senza poi contare le migliaia e migliaia morti anche a distanza di anni dopo a causa delle radiazioni.
Leggiamo sui libri di storia che questo attacco servì per porre fine alla seconda guerra mondiale, per convincere il Giappone alla resa, ma se teniamo conto che il Giappone già da mesi prima dell'entrata in guerra era sotto embargo e quindi con pochissimo petrolio e altre risorse, se teniamo conto che la guerra era praticamente finita, i Giapponesi erano ormai sconfitti, i bombardieri Americani bombardavano il Giappone ripetutamente, e se teniamo conto anche del fato che gli Americani avevano già pronto un piano di invasione via terra, l'unica conclusione possibile era che la distruzione di una città causata da una bomba atomica fu solo un esperimento per vedere gli effetti di quella nuova arma. Molti diranno " meglio così.. se avessero invaso il giappone chissa quanti morti ancora.." già... perchè 80.000 morti sul colpo sono pochi.. senza contare che 3 giorni dopo, il 9 agosto, successe la stessa cosa alla città di Nagasaki.

E pensare che queste cose dovrebbero farci pensare sul fatto che le guerre e la violenza in generale è sbagliata.
Ma forse i potenti del mondo non vogliono provare a sperimentare la PACE.
Oh!Rizzonti!

lunedì 4 agosto 2008

Foto della settimana / 54


Buongiorno amici del blog.... come ormai ben saprete il buon Arminio è scomparso, e io Dado, sono alla sua ricerca imperterrito.
E come ultima cosa per cercarlo, da oggi ho mandato 3000 militari nelle città, allo scopo di cercare il buon Arminio.
Inoltre ho detto al mio amico Silvio di far credere a tutti che questa è una manovra del governo per la sicurezza..
MI RACCOMANDO FATE SENTIRE LA VOSTRA VOCE. RITROVIAMO ARMINIO!!