giovedì 5 febbraio 2015

Il Nome del Figlio


Per la rubrica: "Secondo la Mia Molesta Opinione" vi parlerò de "Il Nome del Figlio".

Quando vado al cinema a vedere un film di Francesca Archibugi, vado ad occhi chiusi, si però in sala lì apro! Vado ad occhi chiusi perché l’Archibugi per me è una sicurezza, un assegno circolare del cinema italiano, non ti deluderà mai!
“Il Nome del Figlio” non fa eccezione alla regola, anche se partiva con un handicap perché si tratta di un remake di un film francese del 2012: “Cena tra Amici” in Italia, “Le Prenom” in patria, basato su una pièce teatrale scritta dagli stessi registi del film, mi ricordo quando andai a vederlo eravamo in due, intendo non in sala ma in tutt’Italia, difatti il film fu un flop anche se era stato pubblicizzato ingannevolmente come il film degli stessi produttori del successo di “Quasi Amici”, ma ovviamente era una fregatura, il film come stile era completamente diverso, molto simile ad “La Cena dei Cretini”, ed in questo l’Archibugi si doveva confrontare su un già visto.

Il film si sviluppa su due binari: il primo ovvero la trama superficiale che ovviamente rimane fedele all’originale, è qui che la bravura dell’Archibugi nell’adattare allo stile italiano la trama dell’originale a fare la differenza, che se copiato ed incollato, anche con un buon cast, sarebbe stato un errore, in breve un gruppo di amici composta dalla coppia padrona di casa Sandro e Betta (Lo Cascio & Golino) invitano il fratello di lei Paolo (Gassman), la sua giovane compagna Simona (Ramazzotti) e l’amico Claudio (Papaleo) per una cena, una di quelle cene organizzate per tenersi in contatto e per non perdersi di vista, ma sarebbe stata una semplice cena se non vi fosse la scossa che provocherà il terremoto nei rapporti fra i protagonisti, ovvero la sorpresa che Paolo  vuole fare alla compagnia ovvero svelare il nome del figlio che sta aspettando da Simona, e infatti il nome non è uno qualsiasi ma è uno di quelli da portare il cataclisma in un gruppo di amici già alle prese con il loro vuoto, fatto anche di bugie e vecchi rancori covati troppo a lungo e di parole mai dette.
Il secondo binario si svolge all’interno dei personaggi che costruiti molto bene ed adattati a rappresentare gli archetipi di italiani, mentre nell’originale il film risultava essere troppo ingessato, chiuso dentro se stesso, in Francia hanno la bravura nel scrivere bellissime pièce teatrali ma non hanno la stessa bravura nel portarle sul grande schermo, non riescono a distaccarsi dallo schema teatrale ed il film a volte risulta troppo distante e lontano per il pubblico, il lavoro del cast è stato quello di immergersi nel personaggio leggermente, risultando attuali, il film non ci parla di cose lontane ed astratte ma della normalità del vivere, inoltre trova respiro con scene sui figli di Sandro e Betta che sono intenti a seguire le vicende della cena tramite un piccolo drone telecomandato, o i flashback dei protagonisti nelle loro estati negli anni 70 passate tutti insieme nella villa di famiglia al mare, questi tagli dosati portano respiro al film che senza risulterebbe essere troppo claustrofobico, sbaglio fatto dall’originale.

Non possiamo assolutamente dimenticare la critica che si trova nella sottotrama, ovviamente lungi dall’essere un film politico, possiamo trovarci una critica molto buona al ruolo della sinistra politica in Italia e soprattutto a come è divenuta l’antagonista di se stessa, ed è morta dopo anni di dolorosa agonia, ovvero “Come cazzo ci siamo trovati Renzi al governo!?” o giù di lì.
Da ricordare l’ottima interpretazione di Alessandro Gassman, che realizza in questa la sua migliore interpretazione, e la sempre buona conferma di un’attrice come Micaela Ramazzoti.

Conclusione: Il film è la giusta risposta alla domanda: se è ancora possibile fare un film di qualità in Italia, ebbene sì, sì può fare un film di qualità senza dover rinunciare alla leggerezza e non essere per forza pesanti o dover giudicare, non è l’unico film che c’entra l’obiettivo ma è uno di quelli che si fa amare maggiormente.
Buona visione!

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