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sabato 27 giugno 2015

The House of Rising Sun / Don’t Let Me Be Misunderstood

14° Puntata

Prima di introdurre i due video di questa bellissima rubrica, mi permetto una piccola premessa, i brani sono entrambi del gruppo “The Animals”, non sono due capolavori del genere dei videoclip, ma allora perché sono in questa rubrica? Perché sono due capolavori e due manifesti musicali degli anni 60 e non potevamo ignorarli. In quel periodo non esistono solo i Beatles ma insieme a loro c’è un’intero mondo musicale in pieno fermento, è il momento della “British Invasion”, della “Beat Generation”, è il momento in cui molti giovani accomunano sogni e speranze formando band musicali, è forse il momento più intenso e più bello della storia della musica Rock, in questo periodo il Rock con le sue varie sfaccettature conquisterà il mondo, si imporrà nelle classifiche e imporrà la sua moda, di questo periodo faranno parte anche questi 5 ragazzi di Newcastle, che incideranno due brani manifesto della “Beat Generation”.

The House of Rising Sun
Di questo brano non è facile parlarne, non tanto perché si tratta di capolavoro, ma bensì per la sua storia che si mischia fra realtà e leggenda, partiamo dagli The Animals, loro ascoltano questo brano, sì perché non è loro ma bensì una cover dalla storia leggendaria, in un pub di Newcastle, suonata da un menestrello di nome Johnny Handle, così alquanto dicono, i cinque ragazzi sono appassionati di rock e rhythm'n'blues, forse sanno o forse non sanno che questo brano è già stato inciso negli anni precedenti da artisti del calibro di Nina Simone e Bob Dylan, gli piace e decidono di usarla come chiusura dei loro concerti.
Questa versione verrà infine incisa in un solo giorno e rilasciata nell’estate del 1964, il 19 giugno in Uk per l’esattezza, il successo è immenso e planetario, prima in classifica in Uk e Usa, secondo gruppo dopo i Beatles a piazzare una numero uno sia in patria che in Usa, il suo successo dura tuttora, classificata al 122° dalla rivista RollingStone nelle 500 migliori canzoni di tutti i tempi, oltre ad essere nelle 500 canzoni che hanno fatto la storia del Rock’n’Roll, annoverato fra i classici della “British Invasion” e definita come "il primo hit folk-rock della storia". Insomma tanta ma tanta roba.
Il successo del brano è dovuto forse alla bellezza senza tempo di questa canzone ma anche alla bravura del gruppo nell'esecuzione, si tratta di un arpeggio di chitarra elettrica in La minore del chitarrista Hilton Valentine che introduce la voce dura e granitica di Eric Bourdon e poi l’organo Vox Continental suonato da Alan Price, il resto è storia, questo capolavoro lo dobbiamo anche all'insistenza del produttore Mickie Most che intuisce la grandezza di questo brano e con insistenza riesce a farlo pubblicare dalla Columbia, in molti discografici avevano storto il naso per via della durata del brano di 4:29 minuti, eccessiva per l’epoca, quando un brano era al massimo di 2 minuti e mezzo.
Prima abbiamo accennato al fatto che questa è una cover, ebbene sì ed ha una storia lontana che giunge a noi dall'America della prima metà dell’ottocento e divenuta col tempo un classico folk, a volte chiamata anche “Rising Sun Blues”, ovviamente la paternità è dubbia, la più antica incisione che si conosce è di Clarence "Tom" Ashley del 1933; Altra particolarità è che col qualcuno per accontentare qualcun altro ne ha cambiato il testo, ora esistono due versioni, la prima ha come protagonista una ragazza ed è la versione al femminile, è un canto di disperazione di una ragazza costretta a fare “la vita” per poter vivere lavorando in un bordello a New Orleans, ovvero il bordello di nome “La casa del sole nascente”, di qui è nato un dibattito sull'esistenza effettiva di un bordello di tale nome realmente esistito a New Orleans, forse abbattuto nel 2007; L’altra versione è quella che conosciamo meglio, ovvero quella al maschile, la storia di un ragazzo proveniente da una famiglia problematica che ha passato la vita nel vizio e nell'infelicità frequentando il bordello della versione precedente, un canto malinconico di chi sa di aver buttato la propria vita.
Ed è qui che stupisce il successo di una band inglese con questo brano, ovvero quello che sentiamo spesso non è la versione di Simone e Dylan, tanto per citare i primi ma quella inglese, divenuta il classico per eccellenza del periodo e della “Beat Generation” e della “British Invasion”, il pezzo è utilizzatissimo negli stessi anni e per tutti gli anni a venire da molti artisti diversissimi da noi; In Italia siamo nel periodo in cui molti brani venivano riadattati dai produttore per essere distribuiti con successo sul mercato, troviamo le versioni dei Los Marcellos Ferial (Quelli di “Sei Diventata Nera”), I Bisonti come “La Casa del Sole”, Dik Dik, Al Bano e molti altri per opera del paroliere Mogol; Ma non solo in Italia come accennato troviamo un numero infinito di grandi artisti che ha voluto rendere omaggio a questo brano senza tempo: B.B. King, Creedence Clearwater Revival, Jimi Hendrix, Joan Baez, Johnny Cash, Johnny Hallyday, Muse e tanti altri.

Ora vediamo il video, come già accennato non è il un capolavoro, troviamo la band che esegue in uno studio il brano, ma quello che voglio sottolineare e che si può vedere nel video, è che ci troviamo davanti ad un capolavoro del Rock e un video è piacevole se ha dietro qualcosa, ovvero la musica, puoi fare un video musicale che è un capolavoro ma se in fondo non vi è nulla di musicale il video è nullo, questo appunto non è il capolavoro di video ma noi basta questo brano, vediamo poi il gruppo come si presentava, siamo in un periodo in cui i giovani rompono le regole dei loro padri, ma non siamo ancora arrivati al 68, per cui la moda impone un taglio di capelli alla Beatles, ma nel vestire non troviamo ancora quella rivoluzione che avverrà qualche anno dopo, la moda impone ancora un’eleganza vecchio stile vestiti uguali con giacca e cravatta.

"Oh, madre, dì ai tuoi figli
Di non fare quello che ho fatto io
Passare la vita nel peccato e nella infelicità
Nella Casa del Sole nascente"



Don’t Let Me Be Misunderstood

Gli Animals ci abituano al loro amore per le cover, anche questo brano è una pietra emiliana nel mondo della musica rock, la versione meno famosa ma di sicuro la più bella e più sognante è di Nina Simone, che la incise nel 1964 nell'album Broadway-Blues-Ballads, scritto da Bennie Benjamin, Gloria Caldwell e Sol Marcus; Ma il brano rilasciato come singolo fu un flop, ebbene sì anche certi capolavori non sempre vengono riconosciuti al momento, non entrò in classifica.
Tuttavia un estimatore come Burdon la sentì, gli piacque e la incise: "Non l'avevamo mai considerato materiale pop, ma in qualche modo ci entrò dentro, e ce ne innamorammo immediatamente”, nella loro cover diedero come nel brano in precedenza la loro impronta, accelerandone il ritmo ed aggiungendo assoli di chitarra ed organo; Come successo non è pari alla precedente “The House of Rising Sun” ma ebbe un enorme successo, 3° in Uk e 15° in Usa, inserita successivamente al 315° nelle 500 migliori canzoni secondo RollingStone; E forse è merito di questo brano di enorme successo se poi possiamo apprezzare la versione poi rivalutata di Nina Simone e perché no, ballare la versione di 12 anni dopo dei Santa Esmeralda in versione Disco.
Il video è abbastanza singolare, ovvero è totalmente identico al video precedente, sono vestiti uguali e con lo stesso taglio di capelli, solo che il brano è stato inciso appunto 6 mesi dopo, molto probabilmente non è che non sono cambiati loro ma con molta probabilità i video sono stati filmati successivamente, ma questo non è dato sapere.
Buona visione ma soprattutto buon ascolto!

"Se sembro nervoso
Voglio che tu sappia
Non ho mai avuto intenzione di prendermela con te
La vita ha i suoi problemi
E io ne ho più della mia parte"



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