domenica 12 agosto 2007

Musica che fa Acqua, Serve un Umbrella

Cari lettori del blog, non siamo qui per discutere su Rihanna o sulla sua "Umbrella", che sta guidando le classifiche di mezzo mondo, per lo più Usa, ma vorrei parlare un pò della musica di oggi, che a dire la verità fa acqua.

Mi soffermerei sulla canzone "Umbrella" perché è da li che si è mosso dentro di me questo discorso, non dico che è brutta la canzone anzi ha un ritmo che può trascinare (a seconda delle persone), ma quello che riguarda il mio discorso è quello che gli gira intorno.
Per prima cosa la qualità della musica di oggi ne risente, non riesce a mettere apposto panorami musicali diversi e estesi che la musica del tempo con un artista e la sua melodia poteva mettere d'accordo, adesso è difficile trovare una canzone che contenga almeno due panorami musicali.
Secondo non possiamo più definire un cantante artista, soprattutto verso se stesso, perché non è più lui a decidere che canzone fare e come farla, il testo è scritto da un discografico e messo lì per obbligo del contratto, non che un tempo non accadeva, ma la libertà del cantante lo trasformava in artista, ora le case discografiche agiscono in modo molto più forte e deciso verso l'artista, pochi si possono permettere di agire di testa propria e non avere un contratto (Andare alla voce Depeche Mode, che da anni si rifiutano di avere dei contratti per la libertà di azione; o anche Peter Gabriel che nei primi anni 80 fondo una sua etichetta per preservarsi dalle case discografiche).
Per terzo la possibilità di chiamarla musica non è più possibile (Andare alla voce Musica), le possiamo chiamare solamente canzoni o canzonette, col passare degli anni verranno smarrite per la loro impossibilità a attaccare le nuove generazioni per l'altissimo e sporpozionato utilizzo del sintetizzatore che ha tolto qualsiasi strumento, ma col passare del tempo il suono diverrà inascoltabile, e non so se la musica commerciale di adesso avrà le stesse possibilità di comunicare come quella degli anni 70 o 80.
Per ultimo nel caso della giovane cantante Rihanna (che comunque secondo me ha una bella voce, ma non basta), da molto tempo si a la sensazione che le case discografiche prendano dei stereotipi di ragazza tipo che con la musica ha poco a che vedere, negli ultimi periodi le prendono che hanno 17 anni e con una canzonetta le portano alla ribalta, e le pubblicizzano più che per il corpo statuario che per la canzone (Andate se siete di stomaco duro alla voce Bitney Spearse o Parigi Hilton Hotel etc. etc.), ma è tutta moda americana, più è bella più ha successo, se non è negli stereotipi dei discografici non esce (Andare alla voce Janies Joplin, bravissima cantante anni 60, morta suicida, ma lei si che era un'artista).
Vorrei concludere che non riesco a capire chi spende soldi o al massimo il tempo nel comprare o scaricare delle canzonette del genere, se potete aiutateci anche se credo che sia impossibile; e soprattutto vien voglia di cacciare a pedate nel culo da veri pacifisti i discografici che si permettono di mettere in commercio merda del genere e non di coltivare dei veri cantanti, dei veri artisti. Ma sono problemi del tutto americani, il problema che sta RnB, o rap che volete è che viene liberamente venduto in Italia per la felicità dei tamarri nostrani, perché non bastava digerirci il monopolio musicale RnB o Timberlak o Timberballache che volete, ci dobbiamo sopportare persone incapaci di capire cosa è la musica, di ascoltarla e non di sentirla, di provare emozioni ascoltandola e capendola, cioè i tamarri nostrani.

Tu tamarro o ramarro in questo blog non puoi entrare!
Prima da bravo Figliuolo ti devi convertire!

Rock and Roll Forever!
P.S. Non siamo razzisti, comunque se ne siete contrariati verso questo pensiero, vi invitiamo a lasciare gentilmente un vostro pensiero nei commenti, sempre nel rispetto reciproco. Grazie.
Oh!Rizzonti!

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