martedì 6 novembre 2007

Addio a Enzo Biagi


Oggi all'età di 87 anni se n'è andato una delle più importanti firme del giornalismo italiano e forse internazione: Enzo Biagi, giornalista libero e democratico che ha scritto pagine e pagine sui fatti dell'Italia negli ultimi 50 anni, nonostante gli attacchi che ha subito per quello che scriveva lui è andato avanti con serenità fino a che ha potuto.

Subito dopo essere stato partigiano e antifascista per non aver aderito alla Repubblica di Salo inizio la sua carriera di giornalista fonda Cronache e Cronache Sera, lavorera prima per Il Resto del Carlino fino a diventarne direttore, al Corriere della Sera collaborando fino a poco tempo, con una parentesi dopo lo scandolo P2, poi L'Europeo diventandone direttore, La Repubblica negli anni 80 quelli del maggior splendore. E un suo altro modo di far giornalismo ciò la telvisione dove lavorare fino a creare Il Fatto che portò al maggior successo fino a che gli fu proibito di andare avanti.
La sua vita di ottimo giornalista è stata però annebbiata in molti casi da una accusa per la maggior parte infondata di comunismo, fu allontanato dal Resto del Carlino dopo aver aderito al manifesto di Stoccolma contro la Bomba Atomica nel 1951, l'editore lo bollò come "Comunista Sovversivo", ma si continua quando fu in Rai con la stessa accusa si dimise nel 1963. Fino a quelle fatali interviste quando su Rai 1 conduceva Il Fatto con uno share di quasi 6 milioni di spettatori roba importante contro la concorrenza, dopo l'intervista a Indro Montanelli (Suo grande amico insieme a Giorgio Bocca) e Roberto Benigni prima delle elezioni del 2001 lo consegnarono di diritto all'esilio forzato dal mondo della televisione grazie a un Ditakt o Editto Bulgaro (Ricordate? Certo che sì).

Oggi sono arrivati i cordogli delle autorita come il presidente Napolitano: "Grande voce di libertà e difensore della costituzione"; Prodi: "Scompare un grande maestro dell'informazione che ha portato nelle case degli italiani italiani con puntuale attenzione e sensibilità giornalistica le notizie e i commenti di tanti eventi della nostra storia di questi decenni, attraverso la carta stampata, gli schermi televisivi, e i numerosi libri di successo. Figura storica del giornalismo, si è battuto sempre per la salvaguardia della libertà dell’informazione e del Paese. Lascia in tutti noi un grande vuoto"; fino a quella immotivata e inutile di Bellachioma: "Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso, rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima". Non voglio aggiungere altro....
Alla camera ardente si sono succeduti personaggi inutili come Letizia Moratti, Roberto Formigoni e l'ancorman di Arcore Emilio Fede, tutti figli dell'ideologia della censura contro chi la pensa diversamente da loro come ha fatto il loro ben amato presidente, magari con accusa di Comunismo....

Comunque oltre alle polemiche e vespai vari gli Oh!Rizzonti! Vogliono ricordare l'immagine di Enzo Biagi con la sua grande professionalità, imparzialita e rispetto. Doti che al giornalismo italiano mancano oltre a quella fondamentale di far sapere come lavoro del giornalismo la verità!

1 commento:

Francois Pesce ha detto...

Ho provato un grande vuoto quando l'ho saputo ieri mattina. Credo mi mancherà il giornalista e il "nonno" affettuoso e onesto che era per me e per tanti italiani. Ci sarebbe da essere polemici, molto polemici, contro chi lo ha prima infangato e poi, una volta scomparso, elogiato; e anche contro chi sbandiera la sua amicizia con Enzo Biagi ma, di fatto, lo ha lasciato solo nei momenti più bui.

Fa un certo senso dire addio, pensare che non tornerà da Fazio, che non ricomincerà RT- Rotocalco Televisivo, che la trasmissione giudicata internazionalmente come la migliore ("Il fatto") in 50 anni di televisione non potrà tornare, o al massimo si chiamerà Il fatto di Emilio Fede, o Bruno Vespa, o Fabrizio Corona...da brividi!
Siccome dire addio mi rattrista ancora di più, ringrazio semplicemente, con la convinzione di voler tenere viva la sua straordinaria eredità.
Grazie signor Biagi.