venerdì 9 novembre 2007

I Nuovi Mostri / 22

Il Salmone Venuto dal Freddo

Che nella Russia di Putin ci fosse la svendita di beni della passata era URSS lo si sapeva, ma per mettere in campo persino la salma di Lenin non c'avremmo mai scommesso, che il ricavato lo zar Putin lo investa per rimpinzare l'armamento nucleare di Stalin lo si sapeva, ma che vendesse anche questo per soldi è fuori dal normale, vuol dire che la Russia è al baratro. La Salma di Lenin che si trova dal lontano 1924 in un mausoleo costruito a posta per lui davanti al Cremnlino, e li col passare del tempo è diventato un'oggetto di culto da parte degli atei comunisti di tutto il mondo e nessuno col succedersi del potere al Cremnlino è mai riuscito a spostarlo neanche con la caduta dell'URSS.
La trattativa è stata inoltrata dal segretario del PDCI Oliviero Diliberto che nel suo viaggio in Russia per la commemorazione per i 90 anni della gloriosa Rivoluzione d'Ottobre, "Potremmo portare a Roma la mummia di Lenin se nella Russia post-sovietica di Putin il Cremnlino decidesse di rimuoverla", questa frase è rimbalzata come un missile russo in Italia aprendo con ironia attacchi da tutte le parti, persino dai compagni di Rifondazione: "La Mummia di Lenin? Ma certo, mettiamola in Senato", "La Mummia di Lenin in fila al senato a votare? Magari non se ne accorgerebbero..." E su questo Ferrero a propriamente ragione, anzi a il viso molto più vivo di altri che sono ogni giorno in Senato. Ma le critiche continuano fra Giordano e Cossutta che non lasciano spazio alla battuta. Interviene Gasparri: "Possiamo portare la mummia di Lenin in Italia a condizione che la Russi si prende in cambio Diliberto", in pratica meglio una mummia che un vivo, non poteva mancare il Conte Mascetti della Padania ovvero Calderoli: Mattiamo la mummia di Lenin nel giardino di casa mia, sarà utile per i bisogni dei cani", Lenin ringrazia per la proposta del giardino per prendere un po d'aria a patto che con i cani non venga anche Calderoli; Ma non si potava finire senza il pensiero di un democristiano co Luca Volontè: "Diliberto vuole portare a casa sua o nella sede del suo partito la mummia di Lenin? Faccia pure. Ma penso che quella sua sia stata soltanto una battura, magari dovuta al freddo polare corroborata con qualche bicchierino di vodka locale...", Diliberto replica ironico: "I bicchieri di vodka sono certo vizi più innocenti di quelli che si consumano all'Hotel Flora, pagando donne e stupefacenti", Volontè messo davanti al fatto compiuto rimedia e: "Diliberto è patetico nella sua nostalgia per il comunismo sovietico, come se i gulag con i milioni di morti fossero passati invano", e con questo ha fatto centro, non sono dicerto passati invano come passera invano lui. Manca fin'ora all'appello Bellachioma perchè quando da Premier diceva lui le battute e le barzellette nessuno doveva cipire d'obbligo era la risata, se qualcun'altro si permette di fare una battuta apriti cielo si tirano in giro morti.

Intanto aspettando la rimozione della salma di Lenin per gentile concessione della Zar Putin il Patriarca di Mosca, Benedetto XVI dice: "Finalmente ci libereriamo di una mummia sovietica, speriamo che non si portino via anche quella di Stalin!".

Arminio.

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