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giovedì 13 dicembre 2007

NESSUNO TORTURI NESSUNO, NEMMENO GLI U.S.A.

...Da Peacereporter, un articolo di un ex agente, che spiega le torture inflitte ai prigionieri... e gli U.S.A. ci vogliono esportare la democrazia... NO COMMENT!!

Oh!Rizzonti!

La verità annegataUn ex agente della Cia rivela: negli interrogatori il waterboarding era una pratica approvata dai vertici
Gli Stati Uniti non torturano, ha detto il presidente George W. Bush alcuni mesi fa. Ma un'obiezione sentita spesso è stata: dipende da cosa si intende per tortura.
Ora John Kiriakou, un ex agente della Cia, ha fatto luce sulla pratica del waterboarding, ossia il portare l'interrogato sull'orlo dell'annegamento con l'obiettivo di farlo parlare. La pratica non è mai stata ufficialmente ammessa dagli Usa.
Ma Kiriakou ha avuto a che fare con un presunto terrorista nelle carceri segrete della Cia, e gli effetti del waterboarding li ha visti. Di più: durante il suo addestramento, quel trattamento l'ha dovuto subire lui in prima persona. Le sue rivelazioni sono giunte proprio nei giorni in cui Michael Hayden, l'attuale capo della Cia, rispondeva davanti a due commissioni del Congresso sulla distruzione dei video dell'intelligence relativi agli interrogatori condotti nel 2005.
Le rivelazioni. Nell'estate del 2002, in Pakistan, Kiriakou fu supplicato dal prigioniero Abu Zubaida di ucciderlo, soffocandolo con un cuscino. Zubaida era appena emerso da un coma, dopo essere stato catturato (e ferito quasi a morte) dalla polizia pachistana. “Abbiamo altre cose in mente per te”, gli disse l'agente della Cia. Zubaida fu trasferito in un carcere segreto, e Kiriakou non vide di prima persona come andarono le cose. Ma gli furono riferite: il prigioniero fu legato a una tavola, gli venne impedito di respirare tappandogli naso e bocca con il nastro isolante, e fu costretto a ingerire acqua. La sensazione di soffocamento arriva subito. Quando Kiriakou venne sottoposto a questa tecnica, non resistette per più di cinque secondi. Nel caso di Zubaida, ci vollero 35 secondi per crollare. Successivamente, ha rivelato Kiriakou, “fu come aver premuto un interruttore”. Zubaida – che è tuttora detenuto a Guantanamo – spifferò, a detta dell'agente della Cia fornendo informazioni che hanno consentito di prevenire alcuni attentati terroristici. Secondo Kiriakou, questa tecnica era stata approvata dai vertici dell'intelligence.
Ora che non è più un agente della Cia, Kiriakou si è ricreduto: il waterboarding costituisce tortura, “e gli americani possono essere migliori”.

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