mercoledì 16 luglio 2008

Ora tocca al Pakistan?

Un articolo preoccupante dall'inesauribile sito di Peacereporter:

Gli Usa ammassano truppe a ridosso delle Aree Tribali
Centinaia di civili pachistani stanno fuggendo dai villaggi del Nord Waziristan per paura di un imminente massiccio attacco della Nato, che da giorni sta ammassando truppe e mezzi a ridosso del confine.
Da lunedì notte, gli elicotteri da trasporto Chinook hanno iniziato a scaricare diverse centinaia di soldati, carri armati, blindati e pezzi d’artiglieria sulla frontiera tra la provincia afgana di Khost e la località pachistana di Lowara Mandi. Protetti dal cielo da elicotteri da guerra che sorvolano incessantemente la zona, i militari – tutti statunitensi – stanno fortificando postazioni e scavando trincee.
Le forze armate pachistane sono state messe in stato di massima allerta, e i capi tribali pashtun – non i talebani – minacciano una resistenza popolare di massa in caso di attacco. Uno di loro, Haji Mohammad Afzal, ha detto “Se provano a mettere un piede nel nostro territorio, tre milioni di tribali insorgeranno contro di loro”, ha dichiarato alla stampa Malik Mohammad Afzal Khan Darpakhel nel corso di una conferenza di capi tribali tenutasi ieri nella città di Miranshah.
Che la pazienza di Washington verso l’inazione del Pakistan contro i talebani stesse per esaurirsi era ormai chiaro. Sabato il capo di Stato Maggiore delle forze armate Usa, l’ammiraglio Michael Mullen, era arrivato a sorpresa a Islamabad minacciando “azioni unilaterali” se il governo pachistano non si fosse impegnato contro le roccaforti talebani nelle Aree Tribali.Ma la situazione è precipitata dopo che, domenica mattina, nove soldati statunitensi erano rimasti uccisi sul confine, nella provincia afgana di Kunar, quando oltre duecento guerriglieri avevano assaltato l’avamposto Usa di Wanat, costringendo i soldati alla fuga e conquistando le loro postazioni. Un attacco con cui i talebani hanno voluto vendicare il massacro del 4 luglio, quando nel vicino villaggio di Katgal le bombe Usa hanno bombardato una festa di matrimonio uccidendo 47 civili, tra cui anche la sposa.

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