sabato 6 dicembre 2008

La spigolatrice di Sapri

Buongiorno amici del blog. Per qualche assurdo motivo è da qualche giorno che ho in testa la poesia "la spigolatrice di Sapri. E quindi per conoscenza ve la metto qua, con alcune informazioni riguardo ad essa.
La poesia è stata scritta da Luigi mercantini nel 1857. La vicenda narra la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie; particolarmente famoso resta il suo ritornello: Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti.
Ospite fissa di tutte le antologie scolastiche fino a tempi abbastanza recenti, La spigolatrice di Sapri è tuttora considerata come una delle migliori testimonianze della poesia patriottica risorgimentale.


Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Me ne andavo un mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore
.All'isola di Ponza si è fermata,
è stata un poco e poi si è ritornata;
s'è ritornata ed è venuta a terra;
sceser con l'armi, e noi non fecer guerra.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra,
ma s'inchinaron per baciar la terra.
Ad uno ad uno li guardai nel viso:
tutti avevano una lacrima e un sorriso.
Li disser ladri usciti dalle tane:
ma non portaron via nemmeno un pane;
e li sentii mandare un solo grido:
Siam venuti a morir pel nostro lido.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Con gli occhi azzurri e coi capelli d'oro
un giovin camminava innanzi a loro.
Mi feci ardita, e, presol per la mano,
gli chiesi: - dove vai, bel capitano?
Guardommi e mi rispose: - O mia sorella,
vado a morir per la mia patria bella.
Io mi sentii tremare tutto il core,né potei dirgli: V'aiuti 'l Signore!
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Quel giorno mi scordai di spigolare,
e dietro a loro mi misi ad andare:
due volte si scontraron con li gendarmi,
e l'una e l'altra li spogliar dell'armi.
Ma quando fur della Certosa ai muri,
s'udiron a suonar trombe e tamburi,
e tra 'l fumo e gli spari e le scintille
piombaron loro addosso più di mille.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Eran trecento non voller fuggire,
parean tremila e vollero morire;
ma vollero morir col ferro in mano,
e avanti a lor correa sangue il piano;
fun che pugnar vid'io per lor pregai
,ma un tratto venni men, né più guardai;
io non vedeva più fra mezzo a loro
quegli occhi azzurri e quei capelli d'oro.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
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