O L E R O N

O L E R O N

DAL 27 DICEMBRE E' DISPONIBILE SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE E SUL NOSTRO NUOVO CANALE VIMEO, IL NOSTRO ULTIMO LAVORO, UN LUNGOMETRAGGIO INTITOLATO O L E R O N, TRATTO DA UN RACCONTO DI STEFANO BENNI.
GUARDATE, CONDIVIDETE, COMMENTATE E VISITATE IL NOSTRO CANALE.

Argomenti:

mercoledì 11 febbraio 2015

Come Faccio ad Uscire dall'Euro?


Suppongo che come me anche molti di voi siano stati all'oscuro di come si faccia ad uscire dall'Euro, non solo a causa che quest’Europa ci sembra troppo burocratica e lontana ma anche a causa della classe dirigente che non ha mai informato correttamente i suoi cittadini su cosa fosse l’Europa unita e l’Euro, a peggiorare le cose vi è la confusione generale causata anche da molte chiacchiere che non portano a nulla, ma questa mattina visto che voglio uscire dall'Euro mi sono informato e posso rispondere alla domanda:

No grazie Matteo per così poco...
“Si può uscire dall'Euro?”
Sì si può, è previsto nei trattati firmati dai singoli paesi, ma non è così facile a farsi.
L’art. 50 del “Trattato sull’Unione Europea”, stabilisce che uno Stato che voglia uscire dall’UE possa notificare la sua decisione al Consiglio Europeo, dopo avverrebbe un negoziato sulle modalità che si concluderà con l’approvazione del Parlamento Europeo; In caso di mancato accordo delle due parti “Stato” e “UE” l’uscita sarebbe inevitabile due anni dopo la data di notifica al Consiglio Europeo XX/XX/XXXX, a meno che in due anni non si cambiasse idea! Ancora!? Ma un tempo così lungo è visto dagli analisti come un periodo troppo lungo che porterebbe più problemi che benefici.
Nel caso che uno stato voglia abbandonare solo l’Euro come moneta senza uscire dall’Unione Europea, le cose sembrano più complicate, non è specificato in alcun modo nei trattati la modalità da seguire ma non vi è neppure un ostacolo che possa impedire ad uno stato di farlo, e per questo vi sono tre modi:
1.      Referendum (Negli Stati dove è previsto l’utilizzo di questo mezzo democratico);
2.      Una revisione unilaterale di una parte dei Trattati (Possibilità prevista dai Trattati stessi);
3.      Un recesso secondo il diritto internazionale (l’articolo 62 della “Convenzione di Vienna” sul diritto dei trattati prevede la norma “rebus sic stantibus”, per cui un cambiamento sostanziale rispetto alle circostanze in cui si è sottoscritto un trattato può portare alla possibilità di recesso da quello stesso trattato), anche questo deciso e votato da governo e Parlamento.
L’ostacolo è in breve, uscire dall’euro è tecnicamente e giuridicamente possibile, ma al momento non è previsto in modo esplicito. E questo non facilita un’eventuale volontà politica di farlo.

E la Grecia?
Non vi sono precedenti perciò la materia non ha un precedente, ma al momento il paese che si sta avvicinando di più all'uscita come possiamo vedere è la Grecia guidata dal neo-premier Tsipras, e come vediamo questo spaventa non di poco i mercati, ma chi se ne frega dei mercati, guardiamo più in profondità, perché i mercati sono spaventati? Fughe di capitali, prelievi di massa, collasso delle banche, tensioni varie, ricadute sull’economia locale e globale, una soluzione più plausibile è datata 2013, proposta dal Wall Street Journal (Che leggo ogni mattina!) ovvero quella di far circolare due monete nello stesso tempo, proprio come già accaduto al momento del passaggio fra Dracma ed Euro, così anche per la Grecia che potrebbe far scegliere ai cittadini di convertire i loro Euro in Dracma, all’inizio non sarebbe facile ma in un tempo di tre anni le cose potrebbero cambiare, lo Stato pagherebbe solo in Dracma, mentre il debito verso Troika e mercati verrebbe pagato in Euro, infine il prezzo della Dracma sarebbe fissato dal mercato; Ma il problema è fissato che il debito finirebbe dopo i tre anni convertito in una moneta più debole e i debitori vogliono come d’accordo essere ripagati in valuta Euro, questo sarebbe solo possibile con la volontà del governo e della BCE.
Al momento solo un’ipotesi, ma per la Grecia si trova in una situazione molto difficile, per mancanza di tempo, infatti deve trovare un accordo al più presto sul debito dopo aver rifiutato gli aiuti della Troika che coprivano le prossime scadenza, la Grecia infatti urge di circa 4-5 miliardi di euro per arrivare a fine Giugno, il debito pubblico della Grecia ammonta a circa il 175% del PIL (quello dell’Italia “soltanto” al 130%), per un totale di circa 323 miliardi di euro. Sul debito il governo greco paga un’interesse molto alto (manco gli strozzini) pari al 4,5%.
Altra opzione sul tavolo è l’aiuto che potrebbe arrivare dai concorrenti della Troika, ovvero Russia e Cina, la prima si è detta subito disponibile ad aiutare tramite prestiti la Grecia, mentre la seconda è interessata ad investire ingenti capitali nella nazione, ma ricordiamo che non sarà gratis!

E noi?
Bene da noi la discussione è ancora, da molti anni in corso, esistono due partiti che vorrebbero l’uscita dall’Euro (M5S e Lega), al momento il M5S sta già raccogliendo firme per un referendum, la Lega fa campagna per poter andare al governo e ridiscutere il trattato forse con FI!? Poi i partiti al governo (Patto Nazareno/San Vittore) che son per un alleggerimento dell’austerità, ma solo a chiacchere. Noi intanto stiamo alla finestra ad aspettare il nostro momento.

Nessun commento: