venerdì 20 marzo 2015

Cecchini, Storie di Morte

L’uscita del film "American Sniper", oltre ad avere acceso un sacco di polemiche in madre patria, ci da il motivo per parlarvi di cecchini, maestri nell’arte della guerra.

















Di Chi Stiamo Parlando?
La parola cecchino non sta nient'altro che a “Tiratori Scelti”, che sono gruppi addestrati facenti parte di eserciti regolari e non, eredi di quelli che un tempo nel medioevo furono i tiratori di balestra e che con l’arrivo delle armi a fuoco sono passati ai moschetti.
Il termine “Cecchino” è da ricercare nella storpiatura del nome di Francesco Giuseppe I d’Asburgo, imperatore dell’impero Austro-Ungarico, “Cecco Beppe” con cui gli italiani durante la seconda guerra d’Indipendenza soprannominavano i tiratori scelti dell’esercito austriaco.
Ma il loro utilizzo è cresciuto durante la Seconda Guerra Mondiale, usati per lo più dall’esercito tedesco per sopperire al numero limitato di soldati contro eserciti di gran numero molto più superiori come quello americano e russo.
Il loro utilizzo è poi passato maggiormente nelle popolazioni che dal 1945 ad oggi hanno cercato di difendere il loro paese e la sua popolazione da eserciti stranieri invasori e non.
Per quanto riguarda l’esercito degli Usa è stato duramente provato dai cecchini durante la Seconda Guerra Mondiale, si calcola che due terzi dei soldati uccisi dai tedeschi e dai giapponesi sono morti per mano dei cecchini, anche gli Usa avevano una scuola di cecchini che fu chiusa nel 1957 dall’allora presidente Eisenhower, finché Reagan non la riaprì nel 1987 ed utilizzati massicciamente nella guerra in Afghanistan del 2001 e in Iraq nel 2003.

Chi è Chris Kyle?
Chris Kyle (1974-2014) è stato il migliore cecchino della storia militare degli Usa, ha preso parte a quattro diverse fasi della guerra in Iraq del 2003, sopravvivendo a diversi attacchi nemici e vedendo morire molti dei suoi compagni. Quando tornò a casa soffrì di disturbo post-traumatico da stress (PTSD), una patologia che colpisce molti veterani di guerra (E che anche se non viene presa sul serio la situazione dei veterani ammalati è molto più grave di quello che si crede), lui riuscì ad uscirne e nel 2012 raccontò tutta la sua storia in un’autobiografia “American Sniper” che è stato un grosso successo ed ha venduto più di un milione di copie ed è stao il soggetto di un film che doveva realizzare Steven Spielberg poi passato a Clint Eastwood.
La sua “fama” deriva dall’Iraq dove per i combattenti iracheni Chris Kyle era uno dei nemici più temuti e odiati e fino a nominarlo simpaticamente al-Shaitan Ramadi (“il diavolo di Ramadi”), è stato infatti confermato che Kyle uccise un totale di 160 persone ed a oggi viene riconosciuto come il migliore cecchino della storia degli Stati Uniti, tanto che i ribelli iracheni misero su di lui una taglia di 80 mila dollari. Gli vengono attribuite azioni molto difficili, come quando uccise da una distanza di 2 Km un nemico che imbracciava un lanciarazzi. Un’altra volta uccise con un solo proiettile due ribelli che andavano sullo stesso motorino; La sua “fama” è nata fra il suo gruppo che ne riconosce la sua bravura e sul casco e sul giubbotto di tutti i compagni del suo plotone era disegnato lo stemma del Punitore (l’eroe-giustiziere Marvel che uccide i criminali senza rispettare nessuna legge). Kyle aveva ulteriormente personalizzato la sua divisa: aveva tagliato via le maniche della maglietta in modo da mostrare la croce rossa da cavaliere templare tatuata sul suo braccio “Perché tutti sappiano che sono un cristiano!”.
Al ritorno alterno guai con la giustizia all’impegno sociale nell’assistere i veterani tornati dalla guerra, fino all’incontro con un altro veterano, Eddie Routh che ne fermò per sempre la sua vita.

Simo Häyhä
Se guardiamo solo nella storia dell’esercito degli Stati Unini confermiamo che Chris Kyle è stato il suo più letale cecchino, ma c’è un altro cecchino che ne è stato di gran lunga se è possibile dirlo, il migliore.
Si tratta di Simo Häyhä (1905-2002) modesto agricoltore ed allevatore di bestiame nella Carelia Meridionale in Finlandia, chiamato alle armi per la Guerra d’Inverno (1939-1940) contro l’Armata Rossa, sul campo vi era difatti da un lato l’Urss che aspirava ad ammettere territori intorno a Leningrado, dall’altro la Finlandia la volontà nel non cedere di un passo ad un avversario molto più forte, il risultato fu la strenua resistenza dell’esercito finlandese inferiormente numerico e la fine con un armistizio che costò alla Finlandia circa il 10% del suo territorio, in tutto questo Simo si guadagno l’appellativo di “Morte Bianca”, raggiungendo il numero ufficiale di 542 vittime con il solo cecchinaggio ed ulteriori 200 con il mitra, per l’Armata Rossa divenne il nemico n.1 utilizzando i suoi migliori cecchini per dargli la caccia, riuscendo a colpirlo alla mandibola ma senza ucciderlo, divenne così un eroe per l’esercito finlandese.
La sua bravura nel suo mestiere stava tutta nella tecnica da lui utilizzata, colpiva senza mirino, riuscendo a raggiungere obiettivi a distanza di oltre 400 m. ritenendo che il mirino rendesse facile nella neve un avvistamento da parte degli avversari. Inoltre a differenza degli altri cecchini finlandesi che tiravano da sopra gli alberi Simo preferiva stare sdraiato sulla neve, resistendo a temperature che oscillavano fra i -20° e i -40°, vestendo sempre di bianco e tenendo la neve in bocca per non creare condensa.

In Buona Compagnia
Chris e Simo sono in buona compagnia:

Vasilij Grigor'evič Zajcev (1915-1991), militare e tiratore scelto sovietico che combatte nell’eroica resistenza di Stalingrado, fra ottobre 1942 e il gennaio 1943 uccise 242 persone confermate, ma si potrebbe aggirare sui 500. La sua storia inesatta è raccontata nel film “Il Nemico alle Porte”.






Lyudmila Pavlichenko (1916-1974), con questo esempio possiamo dire che in Urss venivano rispettate le pari opportunità, studentessa ucraina che si arruolò subito dopo l’invasione da parte delle forze dell’Asse, assegnata alla fanteria divenne una delle 2000 cecchine in forza nell’Armata Rossa (Ne sopravvissero solo 500), dal 1941 al 1942 fino al ferimento per un colpo di mortaio le sono attribuite in cifre officiali ben 309 vittime di cui 36 cecchini avversari. Divenne un eroina per l’Armata Rossa e divenne anche la prima cittadina dell’Urss ad essere ricevuta alla Casa Bianca, dopo essere stata istruttrice di altri cecchini, tornò agli studi laureandosi e proseguendo la carriera di storica.

Quello che noi da Oh!Rizzonti! nel nostro messaggio di pace, dopo questa carrellata di personaggi, senza volerne giudicare, ci auguriamo che queste diventino vecchie storie e che si possa parlare di cecchini solo alle Olimpiadi.

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