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mercoledì 29 luglio 2015

Come Ho Imparato ad Amare il Default e a Non Preoccuparmene

Niente populismo, venite gente, venite, non c’entra Diprè ma cos'hanno in comune Germania e Grecia, non poco se si guarda la storia recente, per chi se lo fosse perso, per chi inseguiva una sua chimera o per chi si confonde ogni volta nel bombardare l'Isis ed invece sgancia bombe sui curdi, ecco la storia di una nazione come la Germania che del taglio del debito e del Default ne ha fatto un affare di stato.


Come Tutto Ebbe Inizio
Tutto ha inizio nel non tanto lontano 1919, la guerra è finita, in guerra perdono tutti, ma in questo caso la Prima Guerra Mondiale viene persa da Germania, ex Impero Austro-Ungarico e Turchia, durante i trattati di pace, meglio conosciuto come “Trattato di Versailles”, i vincitori, che ricordiamo sono Inghilterra, Francia, Italia, Usa, impongono alla Germania condizioni durissime, ci sono i conti di quattro anni di guerra da pagare e qualcuno li deve pagare, alla voce “riparazioni di guerra” per la Germania il prezzo è stabilito in 132 miliardi di marchi (Moneta di allora mantenuta fino all’Euro), pari al 280% del Pil tedesco del 1913; Non si può mettere d’accordo tutti ma alcune menti lungimiranti come uno dei condottieri francesi della vittoria ebbe a dire: “Non una pace, ma un armistizio per vent'anni”, questa situazione è molto simile se non peggiore a quella odierna della Grecia, il 60% dell'insostenibile debito sulle spalle dell’allora Repubblica di Weimar viene rapidamente cancellato e i pagamenti annuali ridotti a due miliardi di marchi (poco più del 4% del Pil). Ma le cose non tendono a migliorare, la Germania resta in ginocchio per la spirale dell'iperinflazione, figuratevi che il Marco valeva meno della carta su cui era stampato, tanto che si era passati da un cambio con il dollaro del 1918 a 26 Marchi per Dollaro fino al 15 novembre del 1923, quando l'ultima transazione ufficiale registrò un cambio di 4.200.000.000.000 (4.200 miliardi) di Papiermark (Marco di carta) per Dollaro, i vincitori nel 1924 si ritrovano una situazione disastrosa e varano il “Piano Dawes”, viene permesso alla Germania di emettere un nuovo debito con scadenza di 25 anni (nel 1949) con un tasso d’interesse del 7%, in totale 800 milioni di marchi d’oro, circa 200 milioni di dollari che furono piazzati tutti su New York.

Il 1929 e Hitler al Potere
Il “Piano Dawes” avrebbe potuto anche funzionare se non che da New York arriva il crollo della borsa del 29 e la seguente recessione, la peggiore dopo quella che stiamo vivendo, nel 1932 la Germania di Weimar si ritrova un Pil in picchiata del 24% rispetto al 1928, una produzione industriale dimezzata e una disoccupazione esplosa a +470%, a questo punto alla Conferenza di Losanna, i vincitori della guerra con poche possibilità di riportare a casa i danni di guerra demordono e decidono un quasi totale azzeramento del debito tedesco e tecnicamente l’annuncio di default (Ciao Merkel mi leggi!?), decisione tardiva che non può niente contro l’avvento al potere di Adolf Hitler e del Nazismo, il popolo messo alla fame aveva già deciso, le elezioni avvenute tre settimane più tardi, il 31 luglio 1932 il partito di Hitler supera il 37% dei voti e le parole “debito di guerra” vengono cancellate dal vocabolario, con questo stratagemma la Germania riparte e spaccherà il culo e le reni a mezz’Europa (Ciao Europa mi leggi!?)

Dopoguerra
Per tornare a parlare di debiti tedeschi bisogna aspettare il 1953, la guerra è stata persa da otto anni, in questi anni la Germania non ha avuto un vero e proprio governo, più che altro è stata in amministrazione controllata come per le società che falliscono dai vincitori della Seconda Guerra, l’influenza è divisa fra le due maggiori potenze che sono uscite fuori dalla guerra, Usa e Urss, è in questa posizione che la Germania si trova a diventare sia per Usa e per Urss la zona di confine e la prima linea della nuova guerra fra le due potenze, la “Guerra Fredda”, è in questo clima che la Germania non è più un problema ma una risorsa per l’Occidente, memori degli sbagli posti alla fine della Prima Guerra Mondiale, si decide di avere una nazione economicamente forte e prospera, avere un alleato in prima linea forte è molto importante nella politica di Washington nell’accordo di Londra del 27 febbraio 1953 i paesi che vantano crediti, con il governo che ora è stanziato a Bonn, ovvero i paesi che hanno avuto danni di guerra decidono di rinunciare volontariamente a circa il 50% del totale, rimangono circa 15 miliardi di Marchi spalmati per più di 30 anni ma momentaneamente congelati fino ad una riunificazione della nazione, a quest’accordo firmeranno anche Italia e Grecia e da questa boccata d’aria arriverà il “Wirtschaftswunder” il miracolo economico tedesco che la vedrà diventare potenza economica europea.

La Riunificazione della Germania
Nel 1990 avviene l’impensabile e l'imprevedibile, l’URSS distrutta e piegata dai debiti lasciati in spese militari e per una difficile gestione economica getta la spugna, i paesi satelliti da un giorno all'altro sono liberi, l’ex DDR sceglie di unificarsi ai fratelli ricchi dell’ovest, ma porterà in dote i suoi debiti e la sua arretratezza sul piano industriale rispetto ai fratelli produttivi dell’ovest perciò questa vittoria per l'occidente ha bisogno di una marcia in più ed anche questa volta i debiti vengono cancellati quasi completamente, il debito maturato in due guerre è ora di appena 239,4 milioni di marchi tedeschi, dilazionati in vent'anni, che sono estinti definitivamente con l’ultima rata pagata del 3 ottobre 2010 pari a 70 milioni di Euro, la notizia è passata inosservata perché nel contempo una nuova grande crisi si avvicinava, era quella greca (Ciao Tsipras mi leggi!?).

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