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martedì 21 luglio 2015

Il Primo Grande Attacco con Armi Chimiche nella Storia

Cent'anni fa nel corso della Prima Guerra Mondiale venne eseguito da parte di un esercito il primo attacco con Armi Chimiche, per spiegarlo bisogna capire cosa c’entra un Premio Nobel, il gas al Cloro e la Prima Guerra Mondiale? Per chi non c'era, per chi c'era a scuola ma non gliel'hanno spiegato, per chi inseguiva una sua chimera o per chi tentava di salvare l'Europa cosa accade cent'anni fa e come nacque la prima guerra chimica.

Quest’anno si celebrano molte ricorrenze legate al centenario della Prima Guerra Mondiale, per tutte le nazioni è già il secondo anno, per l’Italia è l’entrata nella guerra, creduta come "guerra lampo" ma si trasformo ben presto in una guerra di posizione o meglio conosciuta come guerra di Trincea, in tutto questo il 22 aprile del 1915 avviene il primo attacco da parte di un esercito contro un altro con l’utilizzo di armi chimiche, se prendessimo tutta la storia potremmo scoprire che non è veramente il primo! Ma diviene il primo se si guarda l’entità dell’attacco, il materiale bellico utilizzato e le conseguenze che questo avvenimento ebbero nella storia successiva dell’umanità.

Ma per parlarne dobbiamo fare un passo indietro e introdurre un personaggio maledetto, il sig. Fritz Haber. Lo chiameremo in amicizia Fritz e vi spieghiamo cosa c’entra, Fritz nasce a Breslavia (Breslau) in Polonia il 9 dicembre 1868 da una famiglia di ebrei galiziani, il padre è un imprenditore chimico, in un epoca molto importante per le scoperte nel campo della scienza e per gli utilizzi diretti nell'industria, un epoca simile a quella della tecnologia per noi adesso, Fritz cresce in un mondo in fermento di ideali e di interesse per la scienza, lavora prima nell'impresa del padre, poi frequenta l’università e diviene successivamente uno stimato luminare in Germania, si trasferisce a Karlsruhe e fra il 1894 e il 1911 sviluppa assieme a Carl Bosch il processo di sintesi dell'ammoniaca ad alta temperatura e pressione, a partire da idrogeno e azoto con ferro come catalizzatore, meglio conosciuto come processo Haber-Bosch, che gli farà vincere il premio Nobel per la chimica nel solo nel 1918 con la motivazione "per la sintesi dell'ammoniaca dai suoi elementi".
Fritz ottenne dal successo del suo metodo onori accademici e un prestigio indiscutibile proprio in un periodo in cui il mondo europeo era in subbuglio, nel 1914 la Germania entrò in guerra con l’idea di una giovane nazione che reclamava il suo posto d’onore fino ad ora concesso ad altri nella storia dell’Europa, doveva essere per la Germania ma anche per alleati e nemici una guerra lampo (in tedesco Blitzkrieg), 6 mesi passarono e nessuno sembrava poter vincere la guerra ma neppure strappare all'avversario 1 metro di più senza il bisogno di perdite di vite umane, un metro divenne un kilometro; La Germania si ritrovava effettivamente in una sacca, ad ovest i francesi, ad est l’Impero Russo, a nord l’embargo navale britannico, a complicare la situazione fu il quasi esaurimento degli arsenali che erano stati programmati per una guerra lampo e non per un conflitto che sarebbe durato gli anni, l’efficiente embargo navale britannico complicava l’arrivo di rifornimenti di salnitro cileno utilizzato per la produzione di esplosivi.
In questi anni Fritz si era distinto per le sue ricerche e per i suoi modi lavorativi di efficiente organizzazione, dirigeva Istituto Kaiser Wilhelm, il cui scopo era di competere con gli istituti americani di ricerca, per questi motivi era ben visto dagli organi governativi e aveva stretto amicizie importanti, di Fritz sappiamo che era un nazionalista molto convinto, ma non siamo in grado di sapere a cosa stava andando in contro con i suoi studi, il nazionalismo è sempre stato diffuso e causa di molti mali e di molte guerre per le nazioni, possiamo altre sì supporre che Fritz non fosse cieco all'urlo disperato di una nazione che come le altre stava perdendo figli, padri, fratelli, insomma un sacco di vite umane, questo non possiamo saperlo ma quello che sviluppò in seguito fu di grave entità.
Ovvero gran parte delle nazioni lavoravano solo ed esclusivamente in connessione con la guerra, come le industrie anche molti menti luminari lavoravano sviluppando progetti per l’industria bellica, in molti pensavano ad un arma che poteva cambiare e ribaltare le sorti di una guerra statica, c’era chi pensava ad armi più grandi, armi più grandi uguale più morti, più morti uguale esercito più debole, Fritz penso più in grande la sua arma non era sviluppare un arma più grande ma bensì un’arma più subdola! Il processo che aveva sviluppato per la sintesi dell’ammoniaca poteva con modifiche e miglioramenti in accordo con la più grande industria chimica del paese la BASF, colmare la disparità di armamenti rispetto al nemico ed avere un’arma che non solo poteva portare morte, ma era un’arma che incuteva timore, elemento per gli avversari di shock e terrore, uccidere, invalidare permanentemente, far arretrare e disgregare il nemico in modo che non potesse riorganizzarsi per difendere le posizioni; Con queste tesi Fritz convinse personalità importanti dello Stato Maggiore e del governo.

L’ora della verità avvenne a Ypres, cittadina belga, nella meglio conosciuta Seconda Battaglia di Ypres, che fu un insieme di eventi bellici iniziata alle 17.30 del 22 aprile 1915 l’esercito tedesco rilasciò con 5.730 bombole, 168 tonnellate di un gas di cloro su un fronte di circa sei chilometri, causando circa 5.000 morti nello schieramento avversario nel giro di dieci minuti, un attacco lampo con il maggior numero di vittime, le trincee divennero vere e proprie tombe, il gas colpiva i polmoni e gli occhi causando problemi respiratori e cecità impossibilitando i soldati annidati dentro a fuggire essendo il gas più denso dell'aria e tendeva a raccogliersi sul fondo, ogni tentativo di fuga fu vano; I primi ad essere colpiti furono le truppe coloniali algerine della 45ª Divisione e anche l'87ª Divisione territoriale francese, l’attacco lasciò così una breccia di sei chilometri nella linea del fronte, che non fu sfruttata dall'esercito tedesco che non aveva preveduto una tale efficacia della nuova arma e non furono predisposte truppe sufficienti a sfruttare l'occasione favorevole, fu la Divisione canadese che tenne testa e coprì e difese la linea colpita ai successivi attacchi col gas fino al 3 maggio, i venti soffiavano in favore dei tedeschi e i canadesi si resero conto che l'unico posto dove trovare aria pulita era il più vicino possibile alle linee tedesche, avanzarono usando primitive maschere dei fazzoletti imbevuti di urina (l'ammoniaca in essa contenuta reagisce col cloro neutralizzandolo).



Il risultato fu per i tedeschi molto positivo, anche se no utilizzarono al meglio la vittoria dimostrarono al nemico la potenza della nuova arma, le conseguenze furono di un maggiore impegno per una risposta efficace da parte degli alleati che non si fece attendere molto, e nell'autunno fece il suo esordio questa volta dal fronte francese il Fosgene (o cloruro di carbonile) a temperatura ambiente è un gas incolore estremamente tossico e aggressivo, dal tipico odore di fieno ammuffito, fu responsabile di più dell’80% dei morti causati da armi chimiche durante il conflitto e fu opera di un altro Premio Nobel, Victor Grignard, vincitore del premio nel 1912.

Fritz dopo Ypres continuo sempre più assiduamente la sua ricerca ed il suo perfezionamento per quest’arma, anche a contro vicende personali, infatti dopo otto giorni dopo il primo attacco, Clara Immerwahr, moglie e compagna di lavoro di Fritz si suicida in bagno, da sempre contraria alla guerra e alle ricerche di Fritz in materia bellica non sopporta il successo dell’arma creata dal marito, da aggiungere ad una vita legata al successo del marito e lei costretta nell’ombra nonostante le capacità a causa di un epoca che non stima le donne che studiano e lavorano.
Nonostante questo Fritz continua nelle sue ricerche, ma la sua arma non si dimostra essere la chiave per la vittoria della guerra, diviene per entrambe le parti un modo brutale come un altro per continuare una guerra che non ha seguito, vengono perpetrate in continuazioni massacri dalle varie parti, quest’arma da solo la possibilità alla Germania di tirare avanti il più possibile fino alla resa.

La sua scoperta ed il suo utilizzo va contro alla Convenzione dell’Aia sulle Leggi e i Comportamenti di Guerra Terrestre del 1899, che proibiva agli stati firmatari l’uso di gas asfissianti o lacrimogeni; Nel 1918 gli viene assegnato il Premio Nobel, viene da chiedersi il perché? Molti sono ovviamente indignati, tanto che il premio gli viene consegnato solo l’anno successivo in cui Fritz lo riceve come rappresentante di un paese sconfitto, ma non gli viene assegnato per questa scoperta ma bensì per la scoperta della  reazione che ha permesso la produzione su vasta scala di fertilizzanti artificiali per fornire ai campi di cerali, e questo significava anche per centinaia di milioni di persone nel mondo l’allontanato dello spettro della fame, nel pieno rispetto dello spirito con il quale Alfred Nobel aveva istituito la sua prestigiosa onorificenza; E tuttora noi possiamo vivere di quest’abbondanza di cibo grazie alle sue scoperte, d’accordo o no con il loro utilizzo.
La vita di Fritz sembra segnata all'oblio, la Germania perde la guerra, lui ha dato il via allo studio di un arma altamente mortale senza precedenti, dopo la guerra torna a dirigere l'Istituto di Fisica e Elettrochimica della Società Kaiser Wilhelm di Berlino, contribuendo alla ricerca sulle reazioni di combustione e sulla separazione per via elettrochimica dell'oro dall'acqua di mare, la sua leggenda nera è alimentata anche dal fatto che si interessò di pesticidi e mise a punto il procedimento per la sintesi dell'acido cianidrico, commercialmente conosciuto col nome di Zyklon B, che era originariamente destinato alla disinfestazione di pidocchi ed altri parassiti, e che fu successivamente utilizzato per assassinare i prigionieri nei campi di sterminio nazisti, anche se Fritz non ebbe nulla a che fare con l’uso che si fece più tardi delle sue scoperte.
Per il semplice motivo che con l’arrivo al potere del nazismo nel 1933, Fritz non è più ben visto come prima, rinominato come l’ebreo Haber, le sue origini furono un problema con il nuovo nazionalismo etnico e razzista, dovette abbandonare la Germania e trasferirsi a Basilea dove mori l’anno seguente.

La sua storia ha un’altra analogia con un episodio più conosciuto, ovvero la realizzazione di un’arma ben più potenze e micidiale, la Bomba Atomica, anche in questo caso venne trovata la giustificazione al suo utilizzo contro il Giappone, il suo utilizzo avrebbe distrutto fisicamente e moralmente il nemico che avrebbe capitolato risparmiando la vita a numerose altre persone, peccato che per risparmiare la vita a molti è stata tolta la vita ad altrettante vite umane, innocenti ed ignare, unica differenza è che come arma viene utilizzata non contro un esercito ma contro la popolazione civile, cosa che non fa altro che aumentare il nostro odio per quest’inutile arma.

Per quanto riguarda Fritz, il nostro riassunto sulla sua vita ci da modo di osservare i suoi torti ma anche di poterlo vedere nell'interezza della sua figura, dobbiamo sapere che Fritz non fu nient’altro che figlio del suo tempo, le sue scoperte ci hanno aiutato a migliorare la nostra vita, perciò non dobbiamo vederne solo il lato oscuro ma forse conoscerlo meglio ci aiuta ad avere una visione obiettiva sulle vicende passate.
Per quello che riguarda l’accaduto come molti altri avvenimenti della Prima Guerra Mondiale è stato soppiantato dalla memoria collettiva, divenendo una vicenda quasi dimenticata, soppiantata dalle vicende più conosciute e più commemorate della Seconda Guerra; Quello che avvenne successivamente fu il continuo studio e potenziamento dei gas tossici, anche l’Italia durante la Prima Guerra Mondiale fu toccata dall’utilizzo di questi gas, anche se non con completo successo da parte degli Austriaci che li utilizzarono durante la Battaglia di Caporetto e che spazzo interamente l’esercito italiano, il suo utilizzo fu problematico a causa delle correnti perciò molti reparti austriaci furono coinvolti dai loro stessi gas sparati verso le postazioni italiane ma questo non fu un problema per la vittoria austriaca.

A fine guerra fu calcolato sommariamente che i morti per fosgene siano stati circa 100.000; l loro uso su entrambi i fronti e la scia di morte provocata dal loro utilizzo portarono alla messa bando basata su una sorta di equilibrio del terrore; Il divieto fu violato solamente nel 1935-36 dalle truppe italiane durante l’aggressione fascista all’Etiopia, ultima sciagurata avventura coloniale di una nazione europea, tra l'aprile 1935 e il maggio 1936 vennero ammassati dall'esercito italiano 6.170 quintali di fosgene, cloropicrina, iprite, arsina, lewisite, oltre a 84.000 maschere antigas e avendo il momento più alto con il massacro di Debra Brehancon con l’utilizzo di gas con più di  1.000 vittime; Non più utilizzati sui campi di battaglia, i gas tossici avrebbero rivelato tutta la loro mortale efficacia nei campi di sterminio del Terzo Reich.

Il resto è storia molto recente. Solo se tutti ci impegnassimo a comprendere le scelte sciagurate del passato anche più recente ci potrebbe aiutare non solo ad evitare che chi "abbiamo" messo al potere le possa ripetere in continuazione, ma ci aiuterebbe a scrivere un futuro migliore per i nostri figli, perché in fondo ci piace pensare che "Il futuro lo scriviamo noi!".

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