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martedì 12 luglio 2016

mercoledì 30 marzo 2016

Vincere l'Internet - Leonardo DiCaprio


Ebbene sì, Leonardo DiCaprio ha vinto tutto, ha vinto il suo primo Oscar, ma ha saputo vincere la cosa più importante di tutte, vincere l'Internet, non è il vincitore assoluto di febbraio/marzo, ma di sicuro è uno dei finalisti dell'anno, ma vincere l'Internet non è stato facile.


Sì perché DiCaprio ha dovuto collezionare un sacco di Non Oscar, da allora ha collezionato un sacco di immagini, Meme, battute, prese in giro, insomma l'Internet non ha pensato altro che al bel ragazzo dagli occhi azzurri, che tristemente non riusciva mai a vincere l'Oscar.
Ma al bel ragazzo cosa poteva interessargli veramente vincere sto benedetto Oscar, soltanto per dire di aver vinto l'Oscar!? Ha conquistato Hollywood con uno dei più grandi kolossal per realizzazione ed incasso nella storia del cinema, ha sostituito nell'immaginario di Scorsese il suo Robert De Niro, ha lavorato con i migliori registi viventi, ha realizzato un sacco di film che sono piaciuti a pubblico e critica, ha cambiato più donne di Victoria Secret, un sacco di soldi, violentato da un orso... Ma quel Non Oscar gli era rimasto lì.
Ma poi è arrivato il lieto fine, ed il bel DiCaprio si è sposato l'Oscar e l'Internet ha vissuto felice e contento, ecco a distanza di un mese una galleria tributo per l'uomo che ha vinto l'Oscar e l'Internet: 

venerdì 26 febbraio 2016

giovedì 14 gennaio 2016

Cosa Significa Essere uno Stormtrooper


Ritorniamo a parlarvi del fantastico mondo di Star Wars, prima di sapere cosa significa essere uno Stomtropper dobbiamo sapere cosa sono, la maggior parte di voi lo sa già, ma di preciso?
Viene indicato con il nome di Stomtropper, in italiano Assaltatori o Truppe d'Assalto, le truppe regolari dell'Impero, leali al malvagio Imperatore Palpatine.nella vecchia trilogia (Episodi IV-V-VI) sono un evoluzione dei Cloni Tropper, mentre nel nuovo episodio scopriamo che sono stati sostituiti da reclute volontaria o di bambini rapiti e cresciuti solo a tale scopo, tutto questo a causa dell'invecchiamento accelerato dei Cloni.
Gli Stomtropper come tutti gli eserciti sono divisi sia come rango sia come mansione, ognuno specializzato in qualcosa di diverso e con nomi diversi.
L'arma che li vediamo usare in tutta la saga è la Blaster E-11, è l'arma in dotazione a tutto l'esercito, inoltre il Blaster sembra essere l'arma più utilizzata in tutta la galassia.
L'idea degli Stomtropper deriva dagli Sturmtruppen, speciali unità create in seno all'esercito Imperiale Germanico nella Grande Guerra, erano appunto reparti altamente addestrati per azioni d'assalto, ovvero assalitori.
Ora che abbiamo spiegato in breve cosa sono possiamo capire cosa significa essere uno di essi, una visione più chiara ce l'ha data nel "Episodio VII - Il Risveglio della Forza", ma non aggiungo altro riguardo al film, ma credo più che altro che in tutto l'universo di Star Wars gli Stormtrooper svolgano piuttosto un ruolo molto di contorno, difficilmente li vediamo in azione da soli e in tutto questo risultano inutili nello svolgersi delle azioni dei film, totalmente inutili, se non fosse per Darth Vader l'Impero sarebbe in mano a degli incapaci, non riescono mai in un'azione nei confronti degli avversari, e quando fanno qualcosa ne escono con i caschi rotti, finiscono pure a perdere contro i teneri ed innocenti Ewok, insomma una tragedia, ma nell'immaginario dei fans e in generale di Star Wars hanno ottenuto un successo ancora oggi inalterato, forse sono amati per il fatto che non riescono a combinarne una su cento e non riescono mai ad essere così cattivi e negativi come dovrebbero risultare essendo dalla parte dei "cattivi", facendo un esempio, piacciono molto perchè assomigliano ai Minions, sono tutti uguali, sono cattivi, sono al servizio di un super-cattivo, ma non riescono mai in niente di malvagio.
In questa galleria vediamo cosa significa essere uno Stomtropper durante una giornata normale, quando non ci sono buoni da catturare, in un giorno libero come da contratto sindacale, le immagini sono del fotografo Jorge Pérez Higuera.

giovedì 15 ottobre 2015

Once Upon a Time in Palmira

Palmyra, Syria 2010 318

Riciclando il titolo di un capolavoro del cinema, c’era una volta in Palmira, vi parliamo della zona archeologica contenente tutti i resti dell’antica città, è agli onori delle cronache non perchè Patrimonio dell’Umanità (UNESCO), non per qualche antico muro caduto per l’incuria, ma per qualcosa di più grave, la zona archeologica è situato in Siria, una stato che da 4 anni sopravvive ad una guerra civile, in data 21 maggio di quest’anno l’offensiva delle truppe dello Stato Islamico (Isis) ha costretto la ritirata dell’esercito siriano e con se l’abbandono della zona e dei civili.
Da allora le notizie sono sempre negative, i miliziani islamisti come hanno già precedentemente fatto nelle conquiste di altre città in Siria e in Iraq non hanno risparmiato i preziosi reperti archeologici, devastando i siti e i musei, solo per una stupida idea, che tutte le divinità rappresentate che siano antiche o moderne appartengono al diavolo e devono essere distrutte, per questo Palmira è in continuo stato di demolizione; Nella lista demolizione sono finite tutte le opere d’arte presenti nel museo, gli antichi templi e via dicendo, non viene risparmiato l’antico teatro in cui vengono eseguite sentenze di morte con la popolazione costretta ad assistere, ultima l'uccisione barbara nei confronti di Khaled Asaad, ex direttore e custode di quei beni per ben 50 anni, colpevole di aver nascosto centinaia di statue prima dell’arrivo degli integralisti islamici.
Non sono qui a piangere un sito archeologico di importanza mondiale distrutto, ma voglio mostralo come esempio del popolo siriano che assomiglia a Palmira, tutti preoccupati ma in fondo abbandonati al loro triste destino, la distruzione di questo sito è la netta cancellazione della storia del passato di un grande popolo che ormai è in diaspora dalla propria terra in fuga verso la pace, mentre per chi rimane la situazione è ben peggiore, la scelta di vivere sotto il regime di Assad o sotto quello islamico, a dir poco migliore la prima scelta.
Ricordiamo come fu Palmira e di come non lo è più, tramite il reportage di Tiberio Frascari, che ci racconta che queste foto le scattò nel dicembre 2010, dove si accorse che qualcosa avrebbe sconvolto il paese, e da li a poco sarebbe appunto successo.
Buona visione.

348 Palmyra (Syria) 343 Palmyra (Syria) Syria, Palmyra Syria, Palmira Syria - Palmyra

giovedì 24 settembre 2015

Volkswagen Das Auto

volkswagen, art basel
No, no, state tranquilli non vi voglio fa la morale sulla Volkswagen, già per il fatto che per scrivere il nome ci impiego una giornata (difatti lo copio/incollo) nemmeno qui a dire che quando falsano gli altri devono pagare, ma quando falsano loro è un'altra storia, ohps mi è scappato... Comunque sia una cosa che rimarrà di certo di questo marchio sono i simboli che sono usciti da questa azienda, anche altri marchi hanno di sicuro i loro, ma uno di questi è il Volkswagen Transporter, che ha segnato una generazione e il suo tempo, tanto per intenderci il famoso furgoncino da Hippy (Sì quelli che sono amici sulle bacheche di fb con l'Isis), quello del periodo anni 60.
Ebbene la sua storia è molto più lontana e varia, viene prodotto in serie già dal 1949, sì perché il Transporter non è proprio il suo nome, è il nome del genere, ovvero un furgone da trasporto, quello che poi divenne famoso negli anni 60 è il Transporter T2 Split, nientemeno che derivante dal Maggiolino, la sua versione in furgone, l'inventore è un olandese dal nome curioso, Ben Pon, che in visita per lavoro nella fabbrica vide un carrello allestito su un maggiolino, che veniva usato per il trasporto dei materiali pesanti, il colpo di genio, un abbozzo su un block-notes ed il resto è storia, negli anni 60 spopolarono le versioni Samba Bus e  Westfalia, prodotto fino al 1967 in quasi 1.800.000 esemplari.
Oggi non è rimasto solo un mito generazionale, o il collezionismo, ma bensì c'è un ancora una discreto mercato di questi mezzi, difatti tuttora si produce con modelli rinnovati, il Westfalia va per la maggiore.
Eccovi una galleria del famoso mezzo nelle sue varianti, buon viaggio:

Volkswagen Transporter Volkswagen Transporter Tourbus in Geseke Volkswagen Typ 2 T1b 2/23 1958 (8198)
Hippy bus!

venerdì 17 luglio 2015

La Crisi Greca Raccontata dalla Street Art

Con il passare del tempo i Graffiti sono passati da essere un mezzo di espressione grezza ad essere un mezzo di espressione artistica a tutti i livelli, la Street Art ha conquistato nella storia dell'arte una sua posizione di rispetto ed è riuscita con il tempo ad essere uno dei migliori modi per esprimere la realtà che ci circonda ed espressione del tempo che viviamo, l'arte ci racconta molto di noi e della nostra società, della nostra epoca.
In queste settimane siamo stati spettatori di una vera e propria diretta di una crisi economico/sociale di un'intera nazione vicino alla nostra, la maggior parte delle immagini è stata di manifestazioni, proteste, file di anziani in attesa di ritirare i loro risparmi e le loro pensioni dai bancomat delle banche; La Street Art ad Atene ci racconta molto meglio oltre tutte queste immagini cosa sta succedendo e come viene vissuta una delle più brutte e forti crisi che una nazione stia vivendo, uno sguardo originale, colorato e artistico sulla crisi.

Un senzatetto dorme di fronte a un graffito dell'artista greco Sonke, in centro ad Atene
Il graffito "Athens Burning" dell'artista indonesiano WD nel quartiere Exarchia di Atene
"Killah P" il rapper di sinistra ucciso con una coltellata da un militante di Alba Dorata
Graffito ispirato al personaggio dei fumetti "Lucky Luke"
Graffito anti-fascista "Revenge" raffigura Aris Velouchiotis, leader della resistenza greca nella Seconda Guerra Mondiale
Moneta dal valore di zero euro (Socrates Baltagiannis/picture-alliance/dpa/AP Images)

giovedì 9 luglio 2015

Reportage dall'Ex Ospedale Psichiatrico di Volterra

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato della storia di NOF4 (Oreste Fernando Nannetti) e delle sue opere, oggi vi vogliamo proporre una galleria di immagini sul luogo dove Oreste Fernando Nannetti passò una buona parte della sua vita. l'ex ospedale è stato fondato nel 1887 ed adibito per il ricovero di persone con problemi legati alle malattie mentali, venne chiuso ed abbandonato nel 1978 con la legge n. 180 più famosa come Legge Basaglia, legge che riformava completamente il modo di assistere queste persone.
Ma fatta la legge e tolto il problema, ovvero questa legge ebbe grosse difficoltà al momento dell'applicazione e molte persone con problemi si trovarono e si trovano ancora adesso abbandonate dallo Stato, gli assistenti sociali si occupano delle persone solo in caso di lucro, cioè di guadagno; Dall'altro canto questa legge fece terminare l'epoca degli ospedali psichiatrici che non sono come ve li immaginate adesso, questi luoghi sono stati per tutto il tempo dei veri e propri lager dove i degenti venivano trattati da bestie senza offrire cure o attenzioni che ogni malato soprattutto con problemi mentali dovrebbe avere.
Queste fotografie ci sono offerte gentilmente dal fotografo Carlo Tardani, e ci offrono una visione chiara ed esprimono al meglio il luogo come si trova adesso ma anche quello che doveva essere una volta.